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L'unificazione amministrativa del Regno d'Italia: tra autonomie locali e centralismo

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III del nord e proprietari terrieri meridionali». 2 E queste caratteristiche si evidenziarono sin dal momento in cui, con la vittoriosa conclusione della seconda guerra d’indipendenza italiana, tra il 1859 e il 1861 il Regno di Sardegna si trovò nella situazione di annettere gli altri Stati della penisola, quali la Lombardia, la Toscana, l’Emilia, prima di passare, dopo l’impresa garibaldina, ad annettere anche le province napoletane e siciliane. La gestione amministrativa di queste delicate fasi è stata certamente influenzata dalla tradizione istituzionale piemontese, tanto che coloro i quali si dimostravano contrari a questo modo di agire, accusavano la classe dirigente sabauda di “piemontesizzare” il paese; di estendere, cioè, trasversalmente e senza rispettare le diverse tradizioni degli altri Stati, la legislazione del Regno di Sardegna a tutta l’Italia. In realtà, l’unificazione italiana ha attraversato due fasi: una precedente alla legge del 17 marzo 1861, con cui Vittorio Emanuele II fu incoronato re d’Italia, ed una successiva. La prima fase fu contraddistinta dalle annessioni al Regno di Sardegna, realizzate tramite l’istituzione di governi provvisori negli altri Stati; furono queste le circostanze in cui il Conte di Cavour si espresse con le celebri parole: «Tutte le questioni relative al futuro ordinamento interno non hanno alcuna reale importanza immediata a confronto della suprema ed urgente necessità di fare l'Italia per costruirla poi». 3 L’intento iniziale, chiaro, era quello di mantenere invariata la legislazione di ogni nuovo ordinamento annesso al regno sardo, con la convinzione che in una fase di successiva stabilità dello Stato unitario, le riforme sarebbero state accolte con maggior naturalezza. Tra questa e la successiva fase, non vi fu alcun punto di rottura, proprio rispettando la volontà di Cavour di evitare ogni turbamento alla solidificazione dello Stato unitario. A dimostrazione di ciò, elementi di totale continuità con il regno sardo appaiono: la conferma dello Statuto albertino, che da costituzione sarda diventò costituzione italiana; il re, c h e si intitolò Vittorio Emanuele II, rispettando la numerazione sabauda; la prima legislatura italiana, che fu in realtà considerata come la numero VIII, mantenendo, anche in questo caso, la numerazione delle legislature sarde. 4 2 S. Tarrow, Tra centro e periferia. Il ruolo degli amministratori locali in Italia e in Francia, Bologna, Il mulino, 1979, p. 59 3 Cit. in S. Cassese, “Fare l’Italia per costruirla poi”, Rivista trimestrale di diritto pubblico, 2, 2011, p. 306 4 S. Cassese, “Fare l’Italia per costruirla poi”, Rivista trimestrale di diritto pubblico, 2, 2011, p. 306
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L'unificazione amministrativa del Regno d'Italia: tra autonomie locali e centralismo

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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Cirina
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Renato Moro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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Parole chiave

risorgimento
regno d'italia
unità d'italia
cavour
centralizzazione
unificazione amministrativa
centro e periferia
amministrazione francese

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