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Profilo storico del matrimonio concordatario: dai Patti Lateranensi agli Accordi di Villa Madama

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peculiarità della circostanza era di norma suggellata in forma solenne. Considerando l’inevitabile evoluzione che questa concezione subì nell’arco di quasi un millennio, da S Agostino a S. Tommaso 5 , fu tuttavia solo con il Concilio di Trento (1545-1563) che si passò da una elaborazione teologica del matrimonio ad una sua codificazione, facendo di fides, proles, sacramentum i cardini dell’istituto 6 . La canonizzazione di quest’ultimo, nel tentativo di rimediare al fenomeno dei matrimoni clandestini, introdusse l’obbligo di manifestare la volontà in forma solenne, ovvero pubblicamente alla presenza del parroco. Si rinviene inoltre nei documenti conciliari 7 anche un primo elemento esplicito di sovrapposizione fra competenze civili ed ecclesiastiche laddove si riservava alla Chiesa la titolarità della gestione degli archivi anagrafici, lasciando alle autorità civili solo l’amministrazione di rapporti meramente materiali (ad es. quelli patrimoniali) oppure quelli che non interessavano la comunità dei battezzati (matrimonio fra persone di culti diversi). Questo stato di cose si protrasse di fatto fino alla Rivoluzione Francese quando l’affermarsi di una cultura borghese aconfessionale, conseguente alla trasformazione degli antichi ordini nelle nuove classi sociali, richiese necessariamente un riassetto complessivo dell’ordinamento. Nella Costituzione francese del 1791, non solo si introdusse per la prima volta il concetto di matrimonio come contratto civile 8 ma venne altresì riconosciuto quale unica forma ammessa dallo Stato, negando perciò ogni valenza di sacralità al vincolo. La legge del 20 settembre 1792, recependo quindi questo principio costituzionale, giunse a comminare una sanzione penale nel caso di previa celebrazione religiosa. Si evidenzia come il legislatore rivoluzionario, decidendo di non usare gli aggettivi ‘civile’ e ‘religioso’ per qualificare il matrimonio, arrivasse così a sottintendere come naturale la legittimità del solo matrimonio regolato dallo Stato. Conseguenza immediata fu inoltre il venir meno della facoltà, di cui la Chiesa aveva goduto dal 5 Cfr. S. TOMMASO, Summa Theologiae, qaestio 41,De matrimonio in quantum est in officium naturae. 6 CONCILIO DI TRENTO, sess. XXIV ,de reformatione matrimonii. ‘ENCICLICA TAMETSI’, Decretum de reformatione matrimonii.; cfr. GRZEGORZ KADZ IOCH, Il ministro del sacramento del matrimonio nella tradizione e nel diritto canonico latino e orientale,Editrice Pontificia Università Gregoriana, Roma 1997;cfr. ANDRZEJ PAWLOWSKJ, Il bonum fidei nella tradizione canonica e la sua esclusione nella recente giurisprudenza rotale, Editrice Pontificia Università Gregoriana, Roma 2002. 7 Cfr. CONCILIO DI TRENTO,Sessioni XXIII-XXIV ,Canoni sulla riforma del matrimonio 8 CONSTITUTION FRANÇAISE, Titre II, art. VII, ‘La Loi ne considère le mariage que comme contrat civil.’ 6
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Profilo storico del matrimonio concordatario: dai Patti Lateranensi agli Accordi di Villa Madama

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Gandolfi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Lucia Scalera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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Parole chiave

matrimonio
concordato
patti lateranensi
diritto canonico
1984
1929
relazioni stato-chiesa
art. 7 cost.
art. 34 conc.
storia del diritto ecclesiastico

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