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Approcci educativi per il bambini con disturbi dell'udito

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12 negativamente le persone sorde: leggiamo nel testo Storia degli animali la seguente affermazione: coloro che sono sordi sono in tutti i casi anche muti, possono cioè emettere suoni ma non possono parlare; e considerando che kophoi (non udente) ed eneos (muto) vuol dire anche stupido si capisce bene che la considerazione verso le persone sorde era molto bassa. Questa confusione di termini utilizzata venne portata avanti per molti secoli e quindi la persona non udente veniva considerata priva di intelletto e quindi ineducabile. 6 Anche per i Romani la concezione del non udente era legata al mutismo e quindi, come sosteneva Aristotele questa condizione portava all’ineducabilità; ma non mancano riferimenti all’intelligenza dei non sordomuti considerati abili pittori e testimonianze che riferiscono che i muti potessero comunicare a gesti. Questa testimonianza fa comprendere quindi che i gesti sono sempre stati presenti nella cultura dei non udenti e che i non udenti potessero essere in grado di leggere e scrivere. Quest’ultima affermazione la si evince dal Codice Giustiniano (531 d.C.) che affermava che i sordomuti, divenuti per caso tali, possono usufruire dei loro diritti civili a condizione che sappiano leggere e scrivere. Questo fa comprendere come a quel tempo c’era un interesse per i diritti della persona non udente e, però, non ricevendo alcuna istruzione questo fosse legato agli ipoacusici post-linguali, mentre i prelinguali venivano ancora assegnati a tutori che prendevano completamente il sopravvento sulla loro vita. 7 L’ipotesi di un’istruzione per i non udenti nasce solo intorno al XIV secolo, quando Bartolo della Marca D’Ancona conobbe un uomo completamente non udente che però riusciva a comprendere subito la comunicazione dell’altro grazie alla lettura delle labbra. Quindi Bartolo fu il primo a sostenere che i non udenti potevano essere educati sia con i segni che attraverso la lingua orale. Tra il XIV e il XV secolo le cose iniziarono a cambiare radicalmente grazie ai casi di sordità presenti nelle famiglie reali, le quali chiesero ai migliori umanisti di trovare un metodo riabilitativo per i loro figli. 6 Porcari Li Destri, G. & Volterra V., Passato e presente. Uno sguardo all’educazione dei sordi in Italia. Gnocchi Editore, 1995, Napoli, pp. 3-5. 7 Ferreri G. Conti I., Lane H., Guida teorico-pratica per gli Educatori dei sordomuti e dei logopedisti, disegno storico dell’educazione dei sordomuti, Scuola Grafica Padre Monti S.A., Varese 1966, p. 491.
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Approcci educativi per il bambini con disturbi dell'udito

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Informazioni tesi

  Autore: Matilde Tropea
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: COORDINATORE DEI SERVIZI EDUCATIVI E SOCIALI
  Relatore: Maura  Camerucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 201

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disabilità
scuola
riabilitazione
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sordità
lis
intervento pedagogico
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