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Best Practice nell'adozione dei principi delle Cure Palliative nella fase avanzata e terminale di malattia: Benchmarking tra quattro R.S.A. lombarde

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  10   2. Principio di beneficità. Questo principio attiene il dovere di agire per il bene dell’anziano, e questo significa che è importante rispondere ai bisogni fisici, ma è altrettanto necessario rispondere alle esigenze sociali, emotive, spirituali. 3. Principio di non maleficienza. Questo principio, chiaramente collegato a quello di beneficienza, significa non cagionare danni ad altri” (SIGG, 2006). In questo senso pensare alla vecchiaia può significare riconoscere i molteplici limiti psico- fisici e sociali ai quali non è possibile sottrarsi ma, allo stesso tempo, considerare una ricerca continua della garanzia della dignità di vita da offrire ed estendere ad ogni persona fragile e malata da assistere. Si tratta di confrontarsi quindi con patologie croniche, a volte di natura degenerativa, che possono essere parzialmente controllate sotto il profilo terapeutico e farmacologico, ma che, da un determinato momento in poi, a causa dell’avanzamento dell’età e della sovente comorbilità associata, conducono più o meno ad un repentino deterioramento e decadimento delle condizioni generali del paziente. “L’aumento della sopravvivenza non rappresenta sempre un obiettivo realistico e accettabile, mentre l’obiettivo della qualità di vita può costituire una valida alternativa. In questo ambito nel momento in cui la terapia convenzionale non può più dare o fare nulla nei confronti di un anziano, diventano importanti le cure palliative, che possono migliorare la qualità di vita del paziente nella fase terminale della malattia. Ma, ancora, occorre smentire un altro luogo comune che vede le cure palliative solo in ambito oncologico” (SIGG, 2006). Nate come la necessità di un intervento di cura e assistenza nei confronti di pazienti affetti da malattie cronico-degenerative non rispondenti più a terapie attive, le Cure Palliative si sono lentamente affermate dalla metà degli anni ’80 anche Italia, estendendo l’attenzione nella pratica delle proprie cure inizialmente nei confronti dei pazienti oncologici e in seguito nei riguardi di ogni patologia degenerativa a prognosi infausta (Ventafridda, 1993).
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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Trentini
  Tipo: Tesi di Master
Master in Funzioni di Coordinamento delle Professioni Sanitarie
Anno: 2015
Docente/Relatore: Flavio Cruciatti
Istituito da: Università Carlo Cattaneo - LIUC
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

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