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Progettare un nido d'infanzia: orientamenti pedagogici, spazi, tempi, funzionamento

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Pag. 8 | 81 attenzione alla dieta, al fine di permettere a tutti i bambini di mangiare in quantità sufficiente» 10 . La presenza di questi presepi, pur con difficoltà economiche e di gestione, si diffuse così sempre più nel corso degli anni e soprattutto in diverse città del settentrione: Venezia (1854), Torino (1859), Como (1873), Cremona e Genova (1874), Verona (1875), Bergamo (1878), Parma (1880), Bologna e Brescia (1881), Trieste (1885). La diffusione di questi asili raggiunse il suo apice agli inizi del Novecento, anni in cui si situa l’istituzione da parte di uno dei padri della puericultura, Ernesto Soncini, della prima sala asilo per lattanti, denominata “Istituto Pro-lattanti”, la quale «offriva una custodia ai bambini lattanti dal mattino alla sera, agevolava l’allattamento materno che si completava eventualmente con quello misto ed assisteva le madri nella nutrizione dei bambini» 11 . L’”Istituto Pro-lattanti” fu di estrema importanza per quanto riguarda il latte artificiale come nutrimento per i neonati poiché consentiva alle madri di ovviare alle loro carenze fisiologiche e di evitare di doversi staccare dal lavoro per l’allattamento dei loro figli. Tutto ciò venne permesso grazie alla creazione, oltre al ricovero, di un laboratorio interno per la preparazione igienica del latte, pur comunque sempre insistendo sul vantaggio dell’allattamento materno naturale. Con l’instaurarsi del regime fascista, nel 1922, la questione della maternità e dell’infanzia si fece sempre più consistente e fu proprio in questo periodo che il settore infantile divenne competenza dello Stato, e quindi da privato si fece pubblico. Ciò avvenne in particolare con l’istituzione dell’Opera Nazionale Maternità Infanzia 12 in virtù dell’emanazione della legge n. 2277 del 10 dicembre 1925 13 . L’ONMI si proponeva come un’organizzazione a sostegno delle madri lavoratrici di classe povera e dei loro figli. Lo scopo principale dell’ONMI era volto all’assistenza e alla protezione «”delle gestanti e delle madri bisognose o abbandonate, dei bambini, lattanti e divezzi fino al quinto anno di età, appartenenti a famiglie bisognose […] dei fanciulli fisicamente o psichicamente anormali e dei minori materialmente o moralmente abbandonati”, oltre che di quelli traviati o delinquenti 10 N. S. Barbieri, op. cit., p. 14. 11 D. Caroli, op. cit., p. 269. 12 Cfr., http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/profili-istituzionali/MIDL000222/. 13 Gazzetta Ufficiale, legge n. 2277 del 10 dicembre 1925. Cfr., http://www.treccani.it/enciclopedia/maternita-e-infanzia_%28Enciclopedia-Italiana%29/.
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Informazioni tesi

  Autore: Nicole Alessandra Gatti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Cremona
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Progettazione Pedagogica nei Servizi per i Minori
  Relatore: Elisabetta  Musi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

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