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Occupanti tedeschi, fascisti repubblicani e movimento partigiano: una mediazione cattolica a Biella. Il caso di radio Baita

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7 maggior attenzione: la mancanza di provvedimenti presi dal vescovo di Biella, mons. Carlo Rossi, a carico di don Vernetti; la coincidenza tra i temi di carattere sociale discussi dal presule biellese e quelli contenuti nei discorsi trasmessi da radio Baita; il sostegno dato dallo stesso mons. Rossi e da autorevoli esponenti della Curia alla linea difensiva assunta dall’ex direttore dell’ufficio amministrativo diocesano dopo la Liberazione. Partendo da questi elementi abbiamo cercato di verificare l’ipotesi che l’impunità di cui godette don Vernetti dopo la fine della guerra fosse dovuta ad una possibile intesa con il vescovo, il quale, oltre che giudicare positivamente il raggiungimento nel Biellese di un accordo di tregua volto a tutelare la popolazione civile, poteva aver intravisto in radio Baita anche un potenziale strumento da utilizzare ai fini di una propaganda tesa a sostenere (seppur velatamente) la posizione della Chiesa in materia di “questione sociale” e a contrastare la diffusione dell’ideologia comunista nelle fabbriche della zona. La nostra attenzione si è soffermata anche sui dubbi e le indecisioni che caratterizzarono l’atteggiamento iniziale del comando garibaldino biellese nei confronti della proposta di tregua avanzata dai tedeschi; anche in questo caso, però, le lacune nella documentazione impediscono di chiarire completamente il quadro della vicenda. Il lavoro è strutturato in cinque capitoli. I primi due hanno lo scopo di dare al lettore alcuni cenni storici sulla diocesi di Biella e di presentare il quadro della situazione religiosa che si venne a creare nel Biellese tra la fine dell’Ottocento e i primi due decenni del Novecento (con particolare attenzione al fenomeno della “scristianizzazione”), insistendo poi maggiormente sull’atteggiamento della Chiesa biellese nei confronti del fascismo (fase conflittuale, normalizzazione, consenso) fino allo scoppio della 2ª guerra mondiale. Il terzo capitolo è dedicato alla ricostruzione della figura di don Giuseppe Vernetti, dagli anni della giovinezza fino all’assunzione di importanti incarichi all’interno della Curia. Il quarto, dopo una rapida analisi della situazione politico – militare venutasi a creare nel Biellese dopo la caduta del fascismo, affronta lo specifico tema di radio Baita, ricostruendone le varie fasi attraverso la testimonianza diretta di don Vernetti e proponendo l’analisi di ampi brani dei discorsi trasmessi dall’emittente radiofonica. Il quinto capitolo, infine, passa in rassegna le vicissitudini affrontate dal sacerdote biellese dopo la sua estromissione dal progetto (l’ammonizione da parte fascista, l’arresto per mano delle SS, l’accusa di collaborazionismo, la latitanza, l’amnistia, il ritorno a Biella) e si conclude appunto con la formulazione dell’ipotesi di cui sopra.
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Occupanti tedeschi, fascisti repubblicani e movimento partigiano: una mediazione cattolica a Biella. Il caso di radio Baita

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Informazioni tesi

  Autore: Rolando Magliola
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Gianni Perona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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Parole chiave

collaborazionismo
radio baita
villa schneider
rolando magliola
don vernetti
franco boggio

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