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Occupanti tedeschi, fascisti repubblicani e movimento partigiano: una mediazione cattolica a Biella. Il caso di radio Baita

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8 Capitolo primo ASPETTI RELIGIOSI, SOCIALI E POLITICI DELLA DIOCESI DI BIELLA FIO ALLA COCILIAZIOE La nascita della diocesi Il 1 giugno 1772 fu emessa dal pontefice Clemente XIV la Bolla Pontificia che autorizzava l’erezione della Diocesi di Biella. La nascita della diocesi era giustificata dall’esistenza della provincia di Biella fin dal 1622, da una popolazione che ammontava a circa 90.000 abitanti (di cui 7.000 in città), dalla difficile situazione delle vie di collegamento tra Vercelli e Biella e dalla presenza di un Seminario, di chiese, monasteri e confraternite di disciplinati e di tre grandi Santuari (Oropa, Graglia e San Giovanni di Andorno); della nuova diocesi facevano parte 79 comuni ma le parrocchie superavano tale numero 1 . Nello stesso 1772, iniziarono i lavori di sistemazione della Cattedrale di Santa Maria Maggiore (il Duomo). Data l’assenza in città di una sede vescovile, il comune offrì 600 lire a mons. Giulio Cesare Viancini, primo vescovo di Biella, per affittare un’abitazione da adibire a tale scopo 2 ; nel 1776 Vittorio Amedeo III acquistò Palazzo Sapellani e lo donò alla Curia 3 . L’istituzione della nuova diocesi di Biella arrivò dopo una lunga serie di tentativi fatti nel corso dei secoli dai biellesi per affrancarsi da Vercelli. Il territorio biellese era stato infatti sottoposto fino agli inizi del Quattrocento al potere temporale e spirituale (dopo la dedizione di Biella al conte Amedeo VI nel 1379, solo spirituale) del vescovo di Vercelli, che esercitava il suo controllo sulla zona attraverso il vicario vescovile. Le insistenti richieste biellesi trovarono il sostegno della corte sabauda: nel 1622, con l’istituzione della provincia di Biella, il duca Carlo Emanuele I perorò la causa biellese, ambendo al maggior prestigio che il suo regno avrebbe ricavato presso le altre corti europee dall’aumento del numero delle province e delle diocesi. Molteplici erano gli interessi in gioco e non solo religiosi: se il Capitolo di Santo Stefano ambiva a diventare, da Capitolo di Collegiata, Capitolo di Cattedrale, il comune di Biella puntava a ricavare maggior 1 Delmo Lebole, Storia della Chiesa biellese – La Pieve di Biella, vol. II, Tip. Lib. “Unione Biellese”, Biella 1985, pp. 67-68 2 Ivi, pag. 84 3 Ivi, pag. 86
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Informazioni tesi

  Autore: Rolando Magliola
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Gianni Perona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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