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Occupanti tedeschi, fascisti repubblicani e movimento partigiano: una mediazione cattolica a Biella. Il caso di radio Baita

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11 regime della cassa” 15 . Nel periodo in cui Biella vedeva la sua prima linea ferroviaria (che la collegava a Santhià), mons. Losana, definito all’epoca non senza sospetto “vescovo liberale”, non lesinò critiche al ceto medio, che a suo giudizio si stava allontanando dalla Chiesa, e rilevò anche il pericolo rappresentato dal protestantesimo evangelico, sottolineando i rapporti tra emigrati biellesi e protestanti 16 . Durante la sua permanenza a Biella assistette all’arrivo degli austriaci nel maggio 1859 e al passaggio di Garibaldi in città poco dopo 17 ; morì a Torino nel 1873. L’episcopato di mons. Basilio Leto (1873-1886) coincise in parte con lo sviluppo del mazzinianesimo e la nascita del socialismo nel Biellese 18 . La lotta laica contro il clero assunse caratteri molto aspri e si arrivò persino alla deposizione del vescovo da presidente dell’Amministrazione del Santuario di Oropa, al cui interno la presenza dei canonici si ridusse a due soli amministratori a fronte di cinque laici 19 . La diocesi biellese comprendeva allora 112 parrocchie e contava una popolazione di 120.000 anime. Nel 1878 nacque il Comitato diocesano biellese dell’Opera dei Congressi e nel 1882 si svolse in città il 1° Congresso diocesano 20 ; in quello stesso anno vide la luce il primo giornale cattolico locale Il Biellese, fondato e diretto da don Giuseppe Perino. Nel 1883 il Biellese fu sostituito da L’Osservatore Cattolico, diretto dal canonico E. Maja, e l’anno successivo nacque L’Oropa/Corriere di Biella e Circondario (direttore il geometra Lorenzo Selva) organo ufficiale dell’Opera dei Congressi, la cui linea era ultramontana, antiliberale e intransigente 21 . Tra il 1882 e il 1885 sorsero a Biella le prime associazioni cattoliche: il Comitato parrocchiale della Cattedrale di S. Stefano, la Società operaia di mutuo soccorso di S. Stefano, la Società operaia di Sant’Anna del Piazzo. Il vescovo intrattenne rapporti tesi con i canonici della Cattedrale e nella relazione del settembre 1885 inviata a Roma sottolineò il progressivo distacco del mondo operaio dalla Chiesa 22 . Dimessosi nel 1886, morì a Torino due anni dopo. Successore del vescovo Leto fu mons. Domenico Cumino. I quindici anni del suo episcopato (1886-1901) furono contraddistinti da un’opera di riorganizzazione delle istituzioni religiose biellesi: sotto la sua supervisione furono riordinati gli studi del Seminario e l’amministrazione diocesana, vi fu una particolare cura della formazione e della disciplina del clero e dei fedeli, fu intentata una causa contro il comune allo scopo di ottenere il riconoscimento legale del carattere 15 Ivi, pag. 182. Alla figura di mons. Losana Angelo Stefano Bessone ha dedicato una monumentale biografia in cui sono più dettagliatamente descritte le opere in campo sociale del vescovo biellese. Per quanto riguarda la Cassa di Risparmio da lui fondata nel 1856, cfr. A. S. Bessone, Giovanni Pietro Losana (1793-1873), Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Biella 2006, pp. 424-438 16 Ivi, pp.189-193 17 Ivi, pp. 197-200 18 Ivi, pag. 247 19 Ivi, pag. 246 20 Ivi, pag. 251 21 Ivi, pag. 252. Sulla diffusione della stampa cattolica nel Biellese cfr. anche Angelo Stefano Bessone, Uomini, tempi e ambienti operai che hanno preparato don Oreste Fontanella, (S.n.) stampa, Biella 1985, pag. 411 22 D. Lebole, cit., pp. 255-256
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Occupanti tedeschi, fascisti repubblicani e movimento partigiano: una mediazione cattolica a Biella. Il caso di radio Baita

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Informazioni tesi

  Autore: Rolando Magliola
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Gianni Perona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

FAQ

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