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Musica e Interculturalità a scuola

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2.2 L’educazione estetica L’educazione estetica è al centro della prassi pedagogica tagoriana ed è tanto più rilevante quanto più la mente dell’uomo viene limitata dall’utilitarismo. Secondo Tagore, la musica e le belle arti «sono tra i più elevati mezzi di autoespressione della nazione, senza i quali il popolo resta muto 28 ». L’attività artistica si fonda su facoltà irrazionali quali le emozioni, il sentimento e l’immaginazione. I suoi effetti non si riconducono al semplice «piacere» ma alla «gioia che nasce grazie all’attività creativa e alle emozioni che suscita il bello»; l’arte rappresenta la realtà raggiungendo il «valore di bene grazie all’armonia che emana». La concezione estetica tagoriana è di tipo mistico poiché il fine dell’arte è quello di «rivivere i moti interiori che l’hanno prodotta e i significati di universalità e di unione col tutto». Essa fa sentire «il divino che è allo stesso tempo immanente e trascendente 29 »; ci rende capaci d’immedesimarci nell’umanità e l’universo favorendo l’immaginazione, il perfezionamento dell’espressione ed il sentire insieme. L’arte ha anche la funzione di educare i sentimenti, perciò, il suo posto è altrettanto importante di quello intellettuale per mantenere accese le forze creative dell’uomo. Tutte le espressioni di gioia mantengono viva e creativa la forza dell’uomo. La formazione estetica comprendeva le arti figurative, la musica, la danza ed il teatro. Tagore invitava nella scuola artisti e consentiva ai suoi studenti di osservare e imparare da loro. La danza, secondo Tagore, permette di esprimere ogni tipo di sentimento ma, essendo stati abituati ad avere un rapporto conflittuale con il corpo, abbiamo perduto la capacità di esprimerci mediante armoniosi movimenti corporei. Così, egli raccomandava ai ragazzi e alle ragazze di utilizzare tutto il corpo per esprimere la perfezione del messaggio contenuto nelle parole. Per festeggiare l’arrivo delle stagioni, egli compose parecchi festival nei quali la danza giocava un ruolo eminente. Le rappresentazioni teatrali venivano ampiamente organizzate. Gli studenti partecipavano come attori, musicisti, coristi, scenografi, costumisti e truccatori. «Ho impegnato tutte le mie risorse per creare nell’asram un’atmosfera ideale. Venivano composti canti, però non appositamente per menti giovanili, ma come li scrive un poeta per proprio diletto. La maggior parte dei canti del mio Gitanjali, per esempio, furono scritti qui. Non appena escono freschi, sono cantati ai ragazzi, che in larga quantità vengono ad ascoltarli. Li cantano poi nelle ore di riposo, sedendo in gruppi, sotto l’aperto cielo, nelle notti illuminate dalla luna, oppure sotto l’oscurità dell’incombente pioggia di luglio. I miei ultimi drammi sono stati scritti qui, e i ragazzi hanno preso parte alla loro rappresentazione. […] Coloro che hanno visto questi ragazzi recitare le loro parti nella rappresentazioni drammatiche sono rimasti colpiti dalla loro meravigliosa capacità di attori. […] Frequentemente scrivono o improvvisano drammi essi stessi e ci invitano alle loro rappresentazioni. […] Una certa quantità dei nostri ragazzi ha mostrato rilevanti capacità nel disegno e nella pittura, sviluppatasi […] seguendo le loro inclinazioni e con l’aiuto di occasionali 28 Giacomo Ottonello, Rabindranath Tagore. Principi educativi e scuole in Oriente, op. cit., p. 97. 29 Idem, pp. 86-101. 14
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Musica e Interculturalità a scuola

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Informazioni tesi

  Autore: Ginevra Abrignani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Pedagogia
  Relatore: Paola Di Nicola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

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Parole chiave

scuola
musica
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tagore
la musica negli ordinamenti scolastici in italia

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