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Il referendum abrogativo in materia elettorale

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zione contenuta nel secondo comma dell'art.75 della Costituzione 7 . Os- servarono i giudici infatti in quella occasione che quella elencazione, ben lungi dall'essere tassativa, è espressione solo di ciò che non è pre- supposto, o presupponibile, dalla lettura “sistematica” dell'istituto refe- rendario, una lettura cioè che tenga conto dell'intero sistema dei pre- cetti rinvenibili nella Carta Costituente; questa premessa costituirà la base di partenza allora per l'ampliamento dei controlli cui sarà obbliga- ta e legittimata la Corte in sede di giudizio di ammissibilità referenda- ria, ampliamento 8 che i giudici motivano partendo da una base logica, per cui sarebbe contraddittorio “ritenere – da un lato – che siano pre- 7 (si dimostra) “troppo restrittiva quella configurazione del giudizio di ammissibilità, per cui sarebbe affidato alla Corte il solo compito di verificare se le richieste di referendum abrogativo riguardino materie che l’art. 75 secondo comma Cost. esclude dalla votazione popolare, con estremo ed esclusivo riguardo alle “leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”. Tale interpretazione non ha alcuna altra base, in effetti, al di fuori dell’assunto – postulato più che dimostrato – che la testuale indicazione delle cause di inammissibilità, contenuta nel capoverso dell’art. 75 Cost., sia rigorosamente tassativa; laddove è altrettanto sostenibile – in ipotesi – che essa presuppone una serie di cause inespresse, previamente ricavabili dall’intero ordinamento costituzionale del referendum abrogativo.” Corte Cost. Sent.16/78 8 Che, come nota Onida, tra i tanti effetti ha avuto anche quello di far accrescere la percezione di un ruolo politico della Corte: “È a partire dalla sent. n. 16/1978, cioè da quando la Corte afferma la teoria dei limiti impliciti, che questo giudizio ha assunto, è parso assumere in maniera crescente, un significato politico. (...) questo carattere pretorio della giurisprudenza (la Corte si è creata i criteri e poi li applica, e li applica in maniera, tra l’altro, non sempre coerente e in modo tendenzialmente espansivo ecc.) ha condotto a vedere nella Corte un protagonista politico di primo piano”. V . Onida, intervento in Quaderno n.10 1999, Associazione per gli studi e le ricerche parlamentari, Giuffrè editore 7
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Il referendum abrogativo in materia elettorale

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Informazioni tesi

  Autore: Domenico Barone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Bruno De Maria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

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