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Sensorialità autistica: una singolare esperienza del mondo. Comprendere il profilo di funzionamento sensoriale per progettare l'iter psicoeducativo

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4 mi hanno cambiata e mi hanno arricchita come persona. Avendo continuato poi i miei studi in ambito psicologico è arrivato un punto nel quale ho sentito la necessità di approfondire le mie conoscenze ed elaborare la mia esperienza sull'autismo, per questo motivo ho considerato il Master in linea con i miei obiettivi. A conclusione di questo percorso ho scelto di approfondire l'aspetto sensoriale perché nel corso della mia esperienza ho notato che è un canale fondamentale per capire meglio il mondo dei bambini e ragazzi con cui lavoriamo e per migliorare la loro qualità di vita. Dato che è un campo che può essere visto da molti punti di vista ed è molto ampio lo restringerò alle seguenti domande per chiarire il mio focus di ricerca. Le tre domande che ho deciso di pormi in questo approfondimento sono: come conciliare la ricerca scientifica e la diagnosi con l’esperienza soggettiva dell’individuo per intervenire al meglio? Qual è la correlazione tra sintomi core dell'autismo e le disfunzioni o particolarità sensoriali? Qual è la connessione tra l’esperienza interna del bambino e l’espressione corporea? Inizierò con un'introduzione sull'autismo, poi riassumerò la ricerca svoltasi fino ad ora a riguardo delle basi neurologiche dell'autismo e in particolare dell'aspetto sensoriale, poi passerò alla parte osservativa ed esperienziale. In seguito presenterò un caso sul quale svilupperò un piano di intervento, e in conclusione svilupperò alcuni punti cardine dei metodi proposti nel piano di intervento, il DIR-Floortime e il metodo Feuerstein. 1. Introduzione Il termine autismo viene dal greco autos, per se ipse, che significa "se stesso o per se stesso". Si riferisce alla solitudine e all'isolamento, alludendo a come appaiono ai normotipici le persone con autismo. Ma, come mostrerò più avanti, testimonianze autobiografiche come le narrazioni Dawn Prince-Hughes (2002, 2004), Donna Williams (1992, 2003, 2004), Temple Grandin (1996) e Naoki Higashida (2007) rivelano, invece, il loro forte desiderio di connettere e comunicare con gli altri e di condividere le loro diverse esperienze emozionali con il mondo. Il termine autismo è stato coniato da Bleuler nel 1911 per definire i sintomi di schizofrenia, ma è stato usato per la prima volta nella sua accezione moderna nel 1938 da Hans Asperger in una conferenza sulla psicologia infantile. Nel 1944, ha identificato, in quattro ragazzi, un pattern di comportamenti e abilità che include "mancanza di empatia, scarsa abilità nel formare amicizie, conversazione a una via, intenso assorbimento in un interesse specifico e movimenti goffi". In seguito Leo Kanner ha pubblicato una
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Informazioni tesi

  Autore: Veronica Boniotti
  Tipo: Tesi di Master
Master in Metodologie di intervento educativo per soggetti con Disturbi dello Spettro Autistico
Anno: 2018
Docente/Relatore: Stefano Cainelli
Istituito da: Università degli Studi di Trento
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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Parole chiave

autismo
intervento
neurofisiologia
neuroscienze
sensorialità
profilo sensoriale
feuerstein
disturbi dello spettro autistico
dir-floortime
psicoeducativo

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