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Il colpo di Stato dei Quattrocento ad Atene. Metodi di attuazione e aspetti istituzionali

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7 40 anni e soprattutto non doveva sottostare al rendiconto annuale 10 , caratteristica regina delle istituzioni democratiche ateniesi. Lisia, nella Contro Eratostene, afferma che uno dei probuli fosse Agnone di Stiria, padre di Teramene, uno dei futuri fautori del colpo di Stato del 411 11 , e che quest’ultimo, grazie proprio alla decisiva azione di tale magistratura, sarebbe stato eletto stratego 12 . È dunque evidente la vicinanza dei dieci probuli alla parte politica che poco dopo sarà protagonista del colpo di Stato e, inoltre, il fatto che l’elezione degli strateghi fosse di competenza dell’ekklesia e non del corpo dei probuli ci può indurre a pensare che la nomina di Teramene nel 411 possa essere stata il frutto di un’azione illegale e antidemocratica, come ritiene Tuci 13 , o, quanto meno, di una pressione a livello sotterraneo di quelle eterie che tanta parte avrebbero avuto in quegli anni. Tutto ciò è sufficente a gettare ombre sulla istituzione dei probuli – e, soprattutto, sui suoi membri – inserendola nello stesso contesto filo oligarchico che darà origine al colpo di Stato. 1.2. Gli antefatti del colpo di Stato fra Samo e la Ionia: Alcibiade, Tissaferne, Frinico Nella narrazione degli eventi che precedono il colpo di Stato, sia Tucidide che Plutarco mettono in evidenza il ruolo centrale di Alcibiade. Costui, dopo la condanna in contumacia per il celebre scandalo delle Erme, si era rifugiato a Sparta 14 , dove aveva offerto aiuto ai lacedemoni nella conduzione della guerra contro la madrepatria. Nel frattempo, a complicare la situazione di Atene, oltre alle defezioni alleate era giunta anche l’alleanza fra Sparta e la Persia, tramite il nuovo satrapo di Lidia e Caria Tissaferne, che garantiva ai nemici peloponnesiaci sostanziosi aiuti economici e militari 15 . In seguito però, Alcibiade, scontratosi con il re Agide II 16 e temendo di essere ucciso, si rifugia alla corte di Tissaferne. In questo luogo egli inizia a suggerire al persiano una politica del divide et impera, aiutando, dunque, di volta in volta una fazione diversa fra ateniesi e spartani, affinché “l’uno e l’altro dei contendenti mantenessero il proprio predominio in sfere distinte, sí che di volta in volta, se uno gli procurava fastidi , il re avesse la possibilità di scatenargli contro 10 TUCI P. A., 2013 , p. 21. 11 Lys. XII, 65. 12 Ibidem. 13 TUCI P. A., 2013, pp. 22-23. Dalle parole di Lisia, infatti, sembra che i probuli siano direttamente responsabili dell’elezione di Teramene a stratego. Questo collegio non aveva però tale competenza, che spettava, appunto, all’assemblea popolare. 14 Thuc. VI, 88-93. 15 Ivi, VIII, 18. 16 Plutarco sostiene che le causa degli screzi fra il re spartano e Alcibiade sia una relazione intercorsa fra quest’ultimo e Timea, moglie di Agide. Da questo rapporto nacque persino un bambino, Leotichida, che lo spartano rifiutò di riconoscere (Plut. Alc. 23, 7-9).
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Il colpo di Stato dei Quattrocento ad Atene. Metodi di attuazione e aspetti istituzionali

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Perucca
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Francesca Berlinzani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

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Parole chiave

atene
democrazia
oligarchia
alcibiade
colpo di stato
tucidide
guerra del peloponneso
pisandro
antifonte
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