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La libertà del male, il male della libertà. Una riflessione sul pensiero tragico di Luigi Pareyson in rapporto alla testimonianza biblica

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problematiche contemporanee e di controbattere le filosofie e ideologie ottocentesche all’origine delle catastrofi del ventesimo secolo. Nella collana diretta da Giovanni Gentile Pareyson darà alle stampe, nel 1943, Studi sull’esistenzialismo, corposo volume che raccoglierà tutti i suoi scritti sulla nuova corrente filosofica. Nel 1940 a Roma vince il concorso di abilitazione per l’insegnamento presso i Licei e gli Istituti magistrali. Il rientro a Torino coincide con la notizia dell’entrata in guerra dell’Italia. Dichiarato inidoneo al servizio militare, si dedica all’insegnamento presso il Liceo classico Silvio Pellico di Torino. Un suo alunno ricorda: «Faceva lezioni memorabili, che coinvolgevano in modo profondo gli studenti, anche i meno motivati. Dopo alcuni mesi scelse nella classe un gruppo di 3-4 studenti che accoglieva a casa sua per una sorta di “cenacolo filosofico”. Una sera ci chiese di scrivere l’ordinamento della città ideale. Discutendo i nostri ingenui progetti, ci disse poi che quello era il programma del Partito d’Azione» . 2 Lo stesso Pareyson costituisce nel 1942 il nucleo cuneese del Partito d’Azione insieme ad alcuni colleghi. All’inizio del 1944 è l’unico docente di Cuneo dichiaratamente antifascista che sia ancora in cattedra, vista la fama, l’ineccepibilità di condotta morale e la riservatezza della sua personalità. Alla fine di marzo, in seguito alla pubblicazione di un numero speciale de “L’Italia libera” – giornale azionista clandestino – da lui interamente curato, viene sospeso dall’insegnamento. «Quel giorno in cui ha chiuso il registro e ci ha detto “addio!” noi studenti siamo rimasti allibiti. Aveva fatto lezione come al solito, poi aveva cominciato a parlare di ciò che in città già si sapeva. Del suo antifascismo, di Galimberti, di Ruata. Ha chiuso seccamente il registro e ci ha detto che le sue lezioni finivano lì» . 3 Arrestato e rilasciato dopo alcuni giorni, vive un periodo di semiclandestinità tra le montagne cuneesi e Torino, come responsabile dell’Ufficio del comando delle formazioni partigiane Giustizia e Libertà per la provincia di Cuneo. È tra i fondatori del Comitato di liberazione Nazionale-Scuola in Piemonte ed è a Cuneo nel giorno della liberazione della città, il 28 aprile 1945. Ripreso subito l’insegnamento nei licei di Cuneo e Torino e, negli anni immediatamente successivi, presso le Università di Torino e Pavia, prosegue la sua feconda riflessione sull’esistenzialismo. Nel 1950, oltre all’importante Esistenza e persona, pubblica un volume e diversi studi su Fichte, da lui particolarmente amato come filosofo della libertà e sentito come critico ante litteram dell’hegelismo. Approfondisce intanto gli studi di estetica, che avranno esito nella sua Estetica. Teoria della formatività (1954). Ibidem, p. 13. 2 Ibidem, p. 16. 3 11
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Informazioni tesi

  Autore: Denise Adversi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze filosofiche
  Relatore: Francesca Brezzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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Parole chiave

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