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Mappatura morfo-sedimentologica e classificazione degli impatti antropici presenti nelle praterie di Posidonia oceanica del Canale di Buccinara (Arcipelago di La Maddalena).

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16 della popolazione isolana insieme a quella gallurese, guidati dal marinaio maddalenino Domenico Millelire. La posizione strategica dell’Arcipelago di La Maddalena, data la sua centralità nel bacino del Mediterraneo, è nota da tempo. Già nel 1803 l'ammiraglio inglese Nelson vi stabilì una base navale composta da 13 navi e 2000 uomini per avere un maggior controllo sulla marina francese che in quel tempo risiedeva a Tolone. Nel settembre 1873 una speciale Commissione, costituita con il compito di avanzare delle proposte concrete sul miglior modo e sui mezzi più idonei con cui Marina ed Esercito potessero efficacemente difendere i porti e le coste del nuovo regno d’Italia, indicava l’Arcipelago della Maddalena come luogo di rifugio, rifornimento e riparazione per l’Armata Navale e come base strategica per le operazioni nel Mar Tirreno. Nel marzo 1887 venne costituito il Comando di difesa locale marittima e venne disposto uno stanziamento straordinario di 13 milioni di lire per le nuove fortificazioni ed i relativi armamenti. Venne quindi ristrutturato tutto il sistema difensivo del territorio con l’aggiunta di fortificazioni in calcestruzzo e ferro, di batterie di gran potenza, dell’Ospedale militare marittimo sussidiario, fino ad arrivare all’inizio del Novecento ad avere un sistema di difesa pienamente operativo (52). Il 10 aprile del 1943 si ricorda il devastante bombardamento che provocò l’affondamento dell’incrociatore Trieste nella Rada di Mezzo Schifo e il danneggiamento del similare Gorizia, a sud di Caprera. I bombardamenti impattarono negativamente il fondale marino e in particolare quello relativo al Trieste che è ancora oggi visibile grazie alle immagini Side Scan Sonar. Con l’adesione dell’Italia alla NATO nel 1949 La Maddalena divenne uno dei nodi principali del dispositivo militare Nato nel Mediterraneo. Dal 1972 al 2008 Santo Stefano, ha ospitato una base americana di appoggio per sommergibili della Us Navy armati di missili a testata atomica. Dopo che gli americani sono andati via, nell’isola è rimasta una base della marina militare italiana, che custodisce sei chilometri di gallerie scavate nel sottosuolo, il più importante deposito di ordigni bellici delle forze armate nazionali: munizioni, armamenti individuali, mine, esplosivi ad alto potenziale, bombe, missili terra-aria e siluri (68). Il destino, la vocazione, il seme culturale delle Isole Intermedie è stato sempre quindi la navigazione e la virtù militare. Dagli anni ’60 però tutto questo è stato sconvolto da una nuova economia del territorio basata sul turismo. Un turismo invogliato a scoprire le numerose bellezze naturali, marine e terrestri, le quali dal 1994 sono preservate tramite l’istituzione del “Parco
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Informazioni tesi

  Autore: Myriam Stelletti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Ambientali
  Corso: Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Sandro De Muro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

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Parole chiave

impatti antropici
posidonia ocenica
parco nazionale dell'arcipelago di la maddalena

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