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Il Friuli Venezia Giulia e l’attuazione della normativa dell’UE in tema di accoglienza ed integrazione dei migranti, alla luce della ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni

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8 di tutti gli individui e, al contrario, sottopone l’immigrazione a forti limitazioni 3 , così da andare a configurare l’attività di gestione 4 o di governo delle migrazioni da parte degli Stati territoriali, ciò per l’interesse dello Stato moderno 5 di raggiungere, attraverso le proprie politiche, l’obiettivo di un ordine efficiente a livello sociale, in un sistema finito di risorse. Questa attività incide sull’ordinamento giuridico dello Stato territoriale, perché «dà vita a un diritto speciale altamente complesso e differenziato, che moltiplica gli status soggettivi in virtù della loro maggiore o minore inclusione nell’economia e nelle comunità locali e […] predetermina quote massime di stranieri ammesse ogni anno all’ingresso» 6 sul territorio di uno Stato 7 . L’attività di gestione dell’immigrazione si fonda sul discrimine tra migrazione volontaria e forzata, ovvero sui motivi che spingono un individuo a migrare, e per questa ragione è utile a classificare, sotto il profilo della necessità della tutela, il cittadino straniero che vuole fare ingresso sul territorio, poiché, oltre a decidere sulla sua ammissione, attribuisce la titolarità di riconosciuto in parecchie costituzioni nazionali. I testi dei documenti sono rinvenibili all’interno di Basic Documents on International Migration Law, a cura di R. Plender, Leiden, Martinus Nijhoff Publishers, 2007, pp. 3-5, pp. 20-23, pp. 251-253. 3 Il potere degli Stati di disciplinare e reprimere l’immigrazione è generalmente considerato corollario del principio di sovranità. L’origine di questo potere è consuetudinaria, ovvero di diritto internazionale generale, ciò significa che il potere non è stabilito ma presupposto da norme convenzionali o costituzionali. Itzcovich sostiene che l’immigrazione sia una fattispecie generalmente vietata, dato il potere dello Stato sovrano di respingere ed espellere i migranti che non soddisfino quei prerequisiti che, in via eccezionale, conferiscono loro un diritto all’ammissione e al soggiorno sul territorio statale fino a che perduri la situazione di fatto giustificativa dell’ingresso e del soggiorno. Ivi, spec. pp. 440-442. 4 Per B. GOSH la gestion migratoire signifie gèrer pour atteindre des objectifs plus ordonnés, previsibles et humains, grâce à une gouvernance globale du régime migratoire. Per altri, M. GEIGER e A. PÉCOUD, la gestion migratoire constitue un paradigme qui tente de diffuser une approche globale hégémonique présentant la migration comme une caractéristique normale du monde globalisé d’aujourd’hui. La prima visione si basa sulla premessa di base che una migrazione ben gestita possa essere positiva per tutto il mondo, a partire dai Paesi d’origine fino a giungere a quelli di destinazione, e per tutti i soggetti coinvolti nel processo, migranti inclusi. La seconda visione si basa sulla preoccupazione che una migrazione mal regolata possa essere una minaccia tale da necessitare il rafforzamento dei confini. 5 In diritto internazionale, lo Stato moderno è quello Stato che possiede quattro caratteristiche: una popolazione permanente, un territorio definito, un governo e la capacità di entrare in relazione con altri Stati. Ciò si evince dalla Convenzione sui diritti e i doveri degli Stati del 1933 (art. 1). 6 G. ITZCOVICH, Op. cit, p.445. 7 In dottrina si riflette su come oggi i sistemi di gestione migratoria propri ad ogni Stato siano dati per scontati nel carattere permanente e universale della loro esistenza. Questi sistemi, infatti, presentano una cornice legale permanente, atta a scrutinare ogni individuo in entrata, per determinare chi può rimanere all’interno di uno Stato, per quanto tempo e sotto quali condizioni. Questa cornice legale può essere modificata ma non viene mai smantellata in quanto si ritiene imprescindibile in un sistema finito di risorse. A. DUMMET, A. NICOL, Subjects, Citizens, Aliens and Others: Nationality and Immigration Law, London, Weidenfeld and Nicolson, 1990, pp. 39- 40.
Anteprima della tesi: Il Friuli Venezia Giulia e l’attuazione della normativa dell’UE in tema di accoglienza ed integrazione dei migranti, alla luce della ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, Pagina 9

Informazioni tesi

  Autore: Daiana Puller
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberta Fabbricotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 285

FAQ

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Parole chiave

immigrazione
integrazione
accoglienza
friuli venezia giulia
asilo
protezione internazionale
rimpatri
legge regionale 09 dicembre 2015, n° 31, fvg
decreto legge minniti
accoglienza diffusa

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