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La politica fascista tra rivoluzione e ricerca del consenso: uno sguardo d'insieme e il caso del territorio livornese

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31 L’opera di controllo si svolse quindi molto di più attraverso la censura preventiva, che si rivelò strumento efficace nella repressione a monte di contenuti considerati offensivi o poco allineati con l’immagine pubblica del regime ed i valori che la accompagnavano. Dal punto di vista legislativo, decisiva fu la promulgazione della legge 13 giugno 1935, n° 1143, ispirata da Freddi e firmata da Mussolini di concerto con il ministro delle finanze Thaon di Revel, 47 che prevedeva due modalità distinte di finanziamento: la possibilità di richiedere anticipi per la produzione al sottosegretariato per la Stampa e al Propaganda (in odore di prossima promozione al rango di Ministero), sulla base di progetti presentati dai produttori alla Commissione apposita, e la possibilità di richiedere finanziamenti ad un ente bancario deputato proprio al credito cinematografico, appositamente creato presso la Banca Nazionale del Lavoro. Il controllo statale sul cinema, ma anche il riconoscimento di esso come parte integrante e preponderante della cultura nazionale vennero perseguiti anche attraverso due altri strumenti di grande rilevanza: la statalizzazione della Mostra del Cinema di Venezia e della Scuola nazionale di Cinematografia, trasformata in Centro Sperimentale sotto l’egida di Luigi Chiarini, entrambe avvenute nel 1935, lo stesso anno in cui, sempre per opera di Freddi, venne fondato l’Enic, “Ente nazionale italiano di cinematografia”, ricavato dall’assorbimento dell’IRI e destinato alla distribuzione e all’esercizio cinematografico. Questa fu un’epoca di vera e propria “statalizzazione” dell’industria cinematografica, che vide l’impegno in prima persona della compagine politica anche nella produzione di film di indubbia valenza propagandistica ma accolti con entusiasmo anche oltreoceano, come “Casta Diva” di Carmine Gallone del 1935 e “Aldebaran” di Alessandro Blasetti dello stesso anno. Ma il più grande impegno del regime si concretizzò nella realizzazione di due veri e propri kolossal per l’epoca: “Condottieri”, realizzato in coproduzione con la Germania nel 1937, diretto e interpretato da Luis Trenker, e soprattutto “Scipione l’Africano”, del 1937 anch’esso a firma di Carmine Gallone, all’indomani dell’impresa etiopica: la spesa per la realizzazione dei due film raggiunse la cifra astronomica, per l’epoca, di ben 25 milioni di lire. In realtà, il ritorno economico per i due film, soprattutto per “Scipione”, non fu proporzionale all’impegno profuso, nonostante i tentativi di distribuzione capillare effettuati dall’Enic, 47 Cfr. ibidem, pag. 43.
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La politica fascista tra rivoluzione e ricerca del consenso: uno sguardo d'insieme e il caso del territorio livornese

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Informazioni tesi

  Autore: Anna Maria Andreini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Marco Tarchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

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