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Famiglia e Successioni in Ungheria tra tardo Medioevo e prima Età moderna: il Tripartitum di Istvan Werboczy (1517)

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16 Il Regno medievale d'Ungheria: cenni storici in rapporto al Tripartitum L'Ungheria ha un'antica leggenda. I suoi sette capi, mille anni or sono, giurarono, col voto del sangue, di rimanere eternamente uniti, fedeli alla loro gente e ad Arpad, il grande duce, il conquistatore della patria. Essi dissero: “Come il nostro sangue si mescola in questa coppa, così saremo noi uniti sempre nella vita e nella morte”. 18 Il passo in questione è specificamente riferito alla solenne commistione del sangue. Essa rappresentava una pratica ancestrale del popolo magiaro 19 che, nel passo di cui all'opera del Roberti, suggella il compimento del processo di adfratatio. L'istituto in questione è citato una volta sola nell'opera werbocziana, in Trip., I, 49. Il passo summenzionato, tuttavia, ed in particolare per quanto riguarda il concetto di fedeltà da prestarsi al capo (poi monarca), costituisce una ottima base per dare dei cenni riguardo l'evoluzione del Regno d'Ungheria, limitatamente a dei profili utili per comprendere il contesto di gestazione e redazione del Tripartitum. Fin dall'arrivo, nel bassopiano pannonico, del popolo magiaro, nell'896, si ricorse ad una centralizzazione dei poteri nella persona del monarca. Ciò, naturalmente, valeva tanto ad uno stadio più prettamente tribale, in cui la centralità era necessaria al fine di evitare spinte centrifughe da parte di potenziali rivali, con conseguente disgregazione della struttura sociale che andava formandosi, quanto ad uno stadio successivo, di completamento della struttura sociale medesima, mediante la formazione di una organizzazione amministrativa e burocratica adatta a sopperire alle necessità di una popolazione sempre maggiore. L'organizzazione tribale magiara compì la sua evoluzione verso una organizzazione statuale medievale anche con il contributo di cariche e strutture già esistenti nei principati slavi che vennero soppiantati dalle tribù ungheresi. È d'obbligo, a riguardo, pensare alla divisione amministrativa in contee (megye ha il significato di “confine” o “contea”) 20 ma anche ai titoli di ispan 21 e vajda (= voivoda) 22 che ebbero fortuna ben oltre l'epoca “pagana” del popolo ungherese. 18 M. ROBERTI, Svolgimento storico del diritto privato in Italia, III, La famiglia, Padova, 1935, p. 349. 19 Il termine “magiaro” è da me utilizzato, qui e più avanti, secondo l'uso corrente, come sinonimo di “ungherese”, in riferimento all'unico popolo nascente dalla unione dei due popoli stanziatisi nell'antica Pannonia,come esposto dalla teoria riferita in RADY , Courts, Texts and the Tripartitum, op. cit., p. 1. 20 RADY, Courts, Texts and the Tripartitum, op. cit., p. 1. 21 Titolo amministrativo, designante l'autorità a capo della unità amministrativa ungherese che era la contea. Per questo nei documenti in latino il titolo viene solitamente reso con il termine comes. Analogamente, l'alispan corrispondeva al vicecomes. 22 Titolo diffuso in tutta l'Europa orientale e balcanica. In Ungheria era utilizzato con riferimento al V oivoda di Transilvania, funzionario statale, dotato di poteri giudiziari, militari e amministrativi, controllante le province orientali del Regno, annesse all'Ungheria sin dai primi anni dell'undicesimo secolo. Si veda RADY , Courts, Texts and the Tripartitum, op. cit., p. 2.
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Famiglia e Successioni in Ungheria tra tardo Medioevo e prima Età moderna: il Tripartitum di Istvan Werboczy (1517)

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Informazioni tesi

  Autore: Emilio Caramico
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Angela Maria Santangelo Cordani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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Parole chiave

storia del diritto
ungheria
romania
diritto consuetudinario
diritto comune
diritto successorio
diritto familiare
storia del diritto comparata
istvan werboczy
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