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La cattedrale di San Giusto a Trieste

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Nel corso dei lavori condotti da Ferdinando Forlati 10 , vennero fatti degli interventi per valorizzare le passate costruzioni. Forlati individuò tre diversi livelli pavimentali, sempre a lui va il merito di aver abbassato la piazza per visualizzare al meglio parte del basamento antico in pietra di Aurisina 11 su cui fu fondata la trecentesca facciata in pietra di Arenaria 12 della cattedrale. Se pur Forlati dubitava dell’esistenza di un tempio, ne fece comunque una ricostruzione grafica provvista di trabeazione e timpani che coronavano i due avancorpi dell’edificio. Per Forlati quest’opera doveva essere datata al II secolo d.c. 13 . Fu Mario Mirabella Roberti 14 che per primo, nel 1949, diede una nuova interpretazione ai ritrovamenti romani. Sostenne che il fabbricato non era un pronao facente parte di un tempio bensì un propileo isolato 15 . La sua convinzione fu rafforzata dalle scoperte che vennero alla luce nelle seguenti campagne di scavo, soprattutto nei lavori del 1951. I lavori furono condotti dall’architetto Fausto Franco con la preziosa collaborazione di Mario Mirabella e del geometra Dario Gerlini. I lavori nacquero con l’intento di 10 Ferdinando Forlati nacque a Verona nel 1882. Dopo gli studi ingegneristici decise di interessarsi alla sua passione per l’arte occupandosi di restauro. Nel 1910 divenne Architetto presso la Soprintendenza ai monumenti di Venezia. Nel 1926 ottenne l’incarico di Soprintendente alle opere di antichità e d’arte del Friuli-Venezia Giulia. Ebbe l’opportunità di collaborare, ripetutamente, con le riviste “Bollettino d’Arte” e “Arte Veneta”. La sua fama lo portò a essere ricercato anche all’estero. Lavorò fuori dalla sua nazione in vari intervanti di restauro, tra cui quello di Santa Sofia a Ohrid in Jugoslavia. Tra i numerosi restauri italiani citerò solo l’intervento svolto nella cattedrale di San Giusto negli trenta, quale lavoro fondamentale ai fini del mio discorso. Dopo una lunga carriera, colma di successi, si spense a Venezia nel 1975 (cfr.Guglielmo De Angelis D’Ossat, 1975). 11 E’ una pietra calcarea estratta dalla cava romana di Aurisina, ora vicino alla stazione ferroviaria di Bivio Aurisina. Grazie alle sue caratteristiche è possibile estrarre grandi massi monolitici. Le apprezzabili qualità della pietra di Aurisina quali omogeneità, compattezza, mancanza di fessurazione e uniformità di grana l’hanno resa esportabile sia nel resto d’Italia sia all’estero. Per esempio si avvalsero di questo materiale la stazione centrale di Milano e il castello di Miramare a Trieste. 12 Chiamata Arenaria o Arenite è una roccia di origine sedimentaria composta di granuli delle dimensioni di un granello di sabbia. La composizione chimica dei granelli di sabbia varia a seconda del luogo di estrazione. Solitamente i granuli sono legati tra loro da un cemento abitualmente è carbonato di calcio, ossido di ferro, silice. 13 Ferdinando Forlati, 1934, p.117. 14 Mario Mirabella Roberti conseguì il 21 dicembre 1932 la laurea in Lettere e filosofia presso l’Università Cattolica di Milano. Negli anni successivi fu assistente volontario nell’istituto di filologia presso l’Università Cattolica fino al 1935. Lasciò Milano per ricoprire la carica di Direttore del Museo dell’Istria a Pola di occuparsi degli scavi istriani. Fu in questa occasione iniziò il suo interesse per l’arte alto.adriatica. Nella sua vita ricoprì innumerevoli ruoli in varie città. Si occupò dell’insegnamento umanistico nelle scuole medie, superiori e università, dove insegnò a lungo Archeologia cristiana a Trieste. Fu soprintendente alle Antichità della Lombardia e della Liguria. A Trieste si occupò a lungo degli scavi inerenti alla cattedrale di San Giusto, ottenendo eccellenti risultati. 15 Mario Mirabella Roberti, 1975, p.420. 4
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La cattedrale di San Giusto a Trieste

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Informazioni tesi

  Autore: Nunziatina Nudo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Giordana Trovabene
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

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