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Le intercettazioni (passato, presente e futuro tecnologico)

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2 CAPITOLO PRIMO EVOLUZIONE STORICO-NORMATIVA DELLA DISCIPLINA SOMMARIO: 1. La prima introduzione nel codice del 1913. ˗ 2. Il codice del 1930. ˗ 3. L’avvento della Costituzione. ˗ 4. Segue: la riforma della disciplina con la l. 18 giugno 1955 n. 517. ˗ 5. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo: art. 8 Conv. eur. dir. uomo. ˗ 6. La sentenza 34/1973 della Corte costituzionale. ˗ 7. La l. 8 aprile 1974 n. 98: un’impostazione “ipergarantista”. ˗ 8. Un’involuzione delle garanzie fondamentali: d. l. 21 marzo 1978 n. 59, convertito in l. 18 maggio 1978 n. 191. ˗ 9. L’entrata in vigore del codice Vassalli. ˗ 10. La l. 23 dicembre 1993 n. 547: l’introduzione degli artt. 266-bis c.p.p. e 268 comma 3-bis c.p.p. ˗ 11. La l. 1° marzo 2001 n. 63: l’introduzione dell’art. 267 comma 1- bis c.p.p. 1. La prima introduzione nel codice del 1913. L’istituto delle intercettazioni venne introdotto per la prima volta nel codice di procedura penale del 1913 ( 1 ), agli artt. 170 comma 3 ( 2 ) e 238 comma 3 ( 3 ) c.p.p. 1913. La corrispondenza telefonica era considerata segreta, in conformità a quanto disposto dall’art. 31 del T.U. di legge sui telefoni ( 4 ); allo stesso modo, però, con l’intento di adeguare la disciplina processuale alle moderne vie di comunicazione, erano state introdotte disposizioni normative volte a “sequestrare” la corrispondenza telefonica. Si affermava la necessità di una disposizione normativa atta a consentire esplicitamente agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria di intercettare (cioè raccogliere in luogo del destinatario) o impedire comunicazioni, o di assumerne cognizione lasciando che pervenissero al destinatario. Ciò che risalta dalla lettura dell’art. 170 comma 3 c.p.p. 1913 è il carattere d’urgenza che appariva essere sotteso a tali operazioni: ciò pertanto consentiva alla polizia giudiziaria di procedere alle suddette operazioni ogni qual volta ne fosse ravvisata la necessità, e senza la preventiva autorizzazione del magistrato. ( 1 ) Il testo definitivo del codice di procedura penale è stato approvato con r.d. 27 febbraio 1913 n. 127. ( 2 ) L’art. 170 comma 3 c.p.p. 1913 recitava: «Gli ufficiali … [di polizia giudiziaria] possono … , per i fini del loro servizio, accedere agli uffici telefonici per intercettare o impedire comunicazioni, od assumerne cognizione». ( 3 ) L’art. 238 comma 3 c.p.p. 1913 disponeva: «Il giudice può accedere agli uffici telefonici per intercettare o impedire comunicazioni, o assumerne cognizione». ( 4 ) L. 3 maggio 1903 n. 196.
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Le intercettazioni (passato, presente e futuro tecnologico)

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Informazioni tesi

  Autore: Giandomenico Croce
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giulio Ubertis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 224

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Parole chiave

gps
intercettazioni
comunicazioni
investigazione
conversazioni
segretezza
informatiche
open source intelligence
online survaillance
telematiche

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