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La donazione: ruolo dell’infermiere del coordinamento dal prelievo al trapianto d’organo

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6 gennaio 1961. Tale Decreto regolamentava le attività di prelievo di parte del cadavere a scopo di trapianto terapeutico, solo se il soggetto ne avesse dato autorizzazione ed esclusivamente per bulbo oculare, ossa e superfici articolari, muscoli e tendini, sangue e vasi sanguigni, cute, nervi, midollo osseo, dura madre e aponeurosi. Le direttive vigenti sono espresse dalla Legge n°91 del 1 aprile 1999, nella quale sono descritte le disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti da soggetto di cui sia stata accertata la morte ai sensi del Decreto 11 aprile 1008, aggiornamento del Decreto 22 agosto 1994, n°582, che tiene conto della legge n°578 del 29 dicembre 1993. Tale legge regolamenta le attività di prelievo e di trapianto di tessuti e di espianto e di trapianto di organi, prevedendo inoltre, che le attività di trapianto costituissero obiettivi del Sistema Sanitario Nazionale, includendo criteri di accesso alle liste di attesa determinati da parametri clinici ed immunologici. La legge, attuata dal Decreto 15 aprile 2000, dispone che i cittadini siano tenuti a dichiarare la propria volontà in ordine alla donazione di organi e tessuti successivamente alla morte dichiarando il proprio consenso o dissenso esplicito, introducendo, inoltre, il concetto del silenzio-assenso: coloro i quali non esprimono la propria volontà vengono considerati come donatori. I soggetti cui non sia stata notificata la richiesta di manifestazione della propria volontà in ordine alla donazione sono considerati come non donatori, mentre, per i minori di età, la dichiarazione è manifestata dai genitori esercenti la podestà. Solo in caso di dissenso espresso dal soggetto non si potrà procedere al prelievo. Per i cittadini sarà possibile registrare la propria volontà riguardo la donazione di organi anche nella carta d’identità, al momento del rinnovo o del rilascio della stessa. Tale informazione, registrata dall’Ufficio Anagrafe del Comune, verrà successivamente trasmessa al Sistema Informativo Trapianti. I prelievi di organi e tessuti devono essere effettuati solo a scopo di trapianto terapeutico, trapianti abusivi o a scopo di lucro sono puniti con la reclusione. La legge descrive inoltre i princìpi organizzativi delle strutture del sistema trapianti e istituisce il sistema informativo dei trapianti (SIT) per garantire la tracciabilità e la trasparenza dell’intero processo di donazione, prelievo e trapianto. Definisce infine le figure dei coordinatori sia dei centri regionali e interregionali che per le strutture locali, al fine di coordinare gli interventi relativi al prelievo, assicurare l’immediata comunicazione dei dati relativi al donatore e curare i rapporti con le famiglie dei donatori. 1.2 Il Sistema organizzativo dei Trapianti in Italia Prima dell’approvazione della legge n° 91 del 1 aprile 1999, la medicina dei trapianti era operata da strutture organizzative interregionali. La prima struttura italiana, fondata nel 1976, fu la Nord Italia
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La donazione: ruolo dell’infermiere del coordinamento dal prelievo al trapianto d’organo

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Longo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Maria Pia Giammarinaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

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Parole chiave

coordinamento
procurement
donazione
infermiere
trapianto
teaching
trapianti d'organo
prelievo d'organo
infermiere del coordinamento
management donatore

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