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La rappresentazione del ruolo femminile nei film e fiction di mafia: tra emancipazione e sottomissione

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8 1. Interpretazioni sociologiche sulla mafia e ruolo della donna in Cosa Nostra 1.1 Le diverse teorie sull’origine e le caratteristiche di Cosa Nostra Il fenomeno della criminalità organizzata, e in particolare la nascita e la diffusione del fenomeno mafioso, sono stati affrontati già a partire dalla fine dell’Ottocento in diversi ambiti (etnografico, storico, sociologico, letterario ecc.), seppur con prospettive differenti a seconda del periodo storico di riferimento e di ogni disciplina che se ne è occupata. Diverse linee di pensiero si sono sviluppate e hanno preso forma dallo studio e dalla riflessione in merito. In questo capitolo si vogliono prendere in esame i diversi filoni d’indagine sulla criminalità organizzata, a partire da quello di inizio Novecento che considera la mafia come espressione della cultura e del modo di pensare del Sud, passando per gli studiosi che analizzano il fenomeno dal punto di vista economico, fino ad arrivare alle teorie sulla mafia che la considerano come un sistema culturale organizzato, potente e in continua evoluzione. In questi studi è stata presa prevalentemente in esame la mafia siciliana, comunemente conosciuta come Cosa Nostra, che è stata sempre in qualche modo considerata per tutto il Novecento la “mafia per eccellenza”, soprattutto per la sua capacità di imporsi in ambito nazionale con modalità e azioni (come per esempio le stragi dei magistrati 2 ) che ne hanno affermato la potenza. È infatti recente l’interesse degli studi sulla criminalità organizzata verso la Camorra e la ‘Ndrangheta, dovuti principalmente alla loro crescita e maggiore infiltrazione nel tessuto sociale. 1.1.1 Teorie culturaliste Il termine mafia compare per la prima volta in ambito teorico tra fine Ottocento e inizio Novecento, coniato da studiosi come Giuseppe Alongi, Giuseppe Pitré e Gaetano Mosca, che la definivano come prodotto della cultura meridionale, in particolare siciliana, dando origine a quelle che sono state chiamate teorie culturaliste. Inizialmente non si faceva riferimento a qualcosa di negativo quando si parlava di mafia e la sua origine dipendeva principalmente dall’assenza dello Stato in questi territori, come è riportato per esempio nella famosa inchiesta sulla situazione socioeconomica del Meridione, condotta da Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino nel 1876, in cui si indicava “l’origine della mafia nella mancanza di un’autorità come quella statale che dettasse regole e ordine a livello sociale” (Cristaldi 2016). 2 Sono molti i magistrati e altri uomini della giustizia che hanno pagato con la vita la lotta alla mafia, tra i quali si ricordano Pio La Torre e il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, assassinati nel 1982, Rocco Chinnici, ucciso il 29 luglio del 1983, Giovanni Falcone, morto nella strage di Capaci il 23 maggio 1992, e la strage di Via D’Amelio il 19 luglio dello stesso anno, in cui perse la vita Paolo Borsellino. Tramite questa strategia di carattere terroristico Cosa Nostra si impone come la mafia per eccellenza, sfidando lo Stato e la giustizia come mai era stato fatto in precedenza.
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La rappresentazione del ruolo femminile nei film e fiction di mafia: tra emancipazione e sottomissione

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Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Midali
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Carlotta Mozzana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

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Parole chiave

film
emancipazione
mafia
criminalità organizzata
fiction
sottomissione
figure femminili
contesto mafioso

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