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Il principio di non contestazione: genesi, disciplina e potenzialità semplificatorie nell'ottica del nuovo art. 115 c.p.c.

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Introduzione 11 In tale contesto si colloca l’intervento riformatore della legge n. 69/2009, il cui art. 45, quattordicesimo comma, si occupa di ampliare le potenzialità del principio della disponibilità delle prove, autorizzando espressamente il giudice a fondare la propria decisione, oltre che sulle prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero come avveniva in precedenza, anche su i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita 8 . La più immediata conseguenza della riforma di cui si tratta consiste nel rendere pleonastico, quando non sterile, ogni ulteriore contributo al dibattito che per anni ha acceso gli animi in dottrina e in giurisprudenza circa la possibilità di configurare nell’ordinamento processualcivilistico italiano un principio generale di non contestazione. L’esistenza di un tale principio è oggi self-evident: non già di astratta configurabilità può parlarsi ma di espressa configurazione per volontà del legislatore il quale, conscio del terreno scivoloso su cui andava muovendosi, ha inteso restituire piena vita ad un principio che, fino a quel momento, germogliava nelle aule di giustizia e nelle pagine di qualche Autore. Ciò premesso, e precisato altresì che sarebbe opportuno, come da taluno correttamente rilevato 9 , abbandonare la classica formula negativa di ‘principio di non contestazione’ (tanto cara alla dottrina quanto non perfettamente idonea a cogliere nel segno della problematica connessa al nuovo art. 115 c.p.c.) per abbracciare quella di ‘onere di contestazione’, si tratta ora di approfondire alcuni aspetti di questa nuova regola fatta propria dal codice di rito. Può esimersi il giudice dal ragionare e può il ragionamento fare a meno del sillogismo? E in che consiste la premessa maggiore del sillogismo probatorio se non in una massima di esperienza?’ (F. CARNELUTTI, Massime di esperienza e fatti notori, in Riv. dir. proc., 1959, 639). La dottrina si è sempre dimostrata molto attenta nel mantenere distinte le due categorie, fatti e regole, e a non alimentare la confusione spesso esistente in giurisprudenza (si veda, tra tutti, F. CARNELUTTI, Op. citata): mentre i fatti rilevano nella loro determinatezza, le regole derivano da quei fatti che, ripetendosi in maniera uniforme, sono in grado di esprimere una regola generale valevole per una pluralità di casi. 8 Nonostante la tecnica adottata dal legislatore del 2009 sia quella dell’integrale riscrittura dell’articolo 115 c.p.c., la portata innovativa della riforma, per quanto riguarda il tema che qui rileva e con riferimento esclusivo al dato letterale, si limita all’inciso di chiusura del primo comma ‘nonché i fatti non specificamente contestati dalla parte costituita’ e all’aggiunta delle parole ‘il giudice’ in apertura del secondo. 9 Il riferimento va a B. SASSANI, L’onere della contestazione, in www.judicium.it.
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Informazioni tesi

  Autore: Rossella Casillo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea  GRAZIOSI
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 238

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