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''Nati due volte'' di Giuseppe Pontiggia: pedagogia della narrazione

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64 Proprio l'ultimo discorso diretto del direttore, citato immediatamente sopra questa parte di commento, è un eufemismo: infatti in questo frangente il direttore ha diminuito di molto la gravità dell'eventualità che egli stesso non riesca ad ottenere la classe ridotta. Ciò perché ha paura del potere del docente. Quando, al contrario, aveva ancora il potere fra le mani, il direttore aveva maliziosamente e vittimisticamente paventato, in maniera falsa e ipocrita, la possibilità di non riuscire ad ottenere la stessa classe. 98 La stessa eufemizzazione a cui ci riferiamo, viene presentata dentro un vestito (mai indossato prima d'ora dal direttore) di altruismo. In sostanza, il direttore ha capito che si prendono più mosche con il miele rispetto all'aceto, quindi, il discorso sull'aiuto reciproco è strumentale, per il direttore, ad arrivare a ciò che gli interessa concretamente. Nella stessa frase in cui c'è l'eufemismo sopra descritto, il direttore cerca di gettare acqua sul fuoco attraverso una domanda retorica, tornando, questa volta con un tono diverso rispetto al solito, alla sua vecchia pratica del do ut des. Nonostante questa pratica sia un'abitudine, quasi una forma mentis per il direttore, a questo livello della narrazione, assume una valenza completamente diversa. Durante tutta la fase che potremmo definire manipolativo-ricattatoria del direttore, il do ut des dava per scontato che il manovratore del gioco fosse il direttore, grazie al suo potere. Qui e adesso, il do ut des è un tentativo diplomatico, da parte del direttore, di far tornare la calma e gestire meglio, in questo modo, il rapporto con il docente: il nuovo detentore del potere. Ci si soffermi sui passaggi seguenti 99 . «Certo» rispondo. Non riesco a proseguire. «Lo vedi che tuo suocero qualcosa può». Continua lui. «Io ne sono convinto.» Aggiunge: «In questo caso come in quello editoriale. Perciò mi permettevo di parlarti delle mie poesie.» Non ho la forza di rispondergli. «Nelle cose è decisivo il modo in cui le affronti. Quello che ti sembrava impossibile diventa semplice.» Conclude: «Anche per le mie poesie, vedrai.» Commentando la catena di discorsi diretti sopra riproposta, il direttore cerca la complicità del docente (se le posizioni in gerarchia fossero rimaste le precedenti, la carica espressiva e il tono ricattatorio del direttore non sarebbero di certo scomparsi dai suoi 98 Cfr., p. 86. 99 Ivi, pp. 87-88.
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''Nati due volte'' di Giuseppe Pontiggia: pedagogia della narrazione

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Nieddu
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filologia, industria culturale e comunicazione LM/14
  Relatore: Filippo Sani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 389

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