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Economia e felicità: evidenze e paradossi delle società occidentali

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7 CAPITOLO 1. LA FELICITÀ IN ECONOMIA Nella Dichiarazione di indipendenza americana il “perseguimento della felicità” è uno dei diritti fondamentali, posto allo stesso livello della “vita” e della “libertà”. La ricerca della felicità è promossa dall’idea che essa sia l’obiettivo ultimo dell’esistenza o che sia almeno un aspetto centrale del significato della vita come sostengono molti filosofi partire da Aristotele ed Epicuro. L’importanza attribuita alla felicità dipende dalle caratteristiche culturali: l’evidenza mostra che il perseguimento del benessere individuale ha un peso più rilevante per le società individualiste piuttosto che in quelle collettiviste, le quali tendono a focalizzarsi sull’armonia all’interno della comunità. Il concetto di felicità cambia dunque secondo tempi, luoghi, culture e in base alla persone stesse; non può per questo essere definito in maniera esaustiva in base a un semplice schema teorico. Comprenderlo è dunque un obiettivo ambizioso che richiede il supporto di approcci e discipline diversi. In economia, la massimizzazione dell’utilità è largamente intesa come la massimizzazione del benessere dell’individuo, intesa come soddisfazione ottimale delle sue preferenze. Nel XIX secolo l’economista Jeremy Bentham, fondatore della teoria utilitarista, definisce l’utilità come “quella proprietà di ogni oggetto per mezzo della quale esso tende a produrre beneficio, vantaggio, piacere, bene o felicità 1 ”. Quando il termine “utilità” viene da lui utilizzato per la prima volta, esso si riferisce a stati di piacere e dolore associati rispettivamente a condizioni di felicità e infelicità. Il concetto fa riferimento a quella che oggi viene definita “utilità esperienzale o momentanea”, atta a misurare la percezione del benessere individuale complessivo e la soddisfazione nei confronti della vita in un dato momento o periodo di tempo. Tale concetto è stato poi per lungo tempo rimpiazzato dalla cosiddetta “utilità decisionale”, introdotta dagli economisti neoclassici e perno della teoria utilitarista in economia moderna. L’utilità decisionale scaturisce dall’osservazione del processo di scelta di un individuo da parte di un soggetto esterno ed è in grado di fornire informazioni circa le sue preferenze e il modo in cui egli cerca di massimizzare il proprio benessere. L’argomento principale dell’economia moderna in proposito prende il nome di “teorie delle preferenze rivelate”. 1 Fonte: Bentham J., Introduzione ai principi della morale e della legislazione. 1998, pp. 90-91
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Economia e felicità: evidenze e paradossi delle società occidentali

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Informazioni tesi

  Autore: Grazia Prigionieri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia e Management del Turismo
  Corso: Economia del Turismo
  Relatore: Maria Letizia Guerra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

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