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Instabilità dei mercati finanziari: lezioni dalla crisi dei mutui subprime

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1.Introduzione alla crisi finanziaria 6 esseri umani che, al contrario delle particelle elementari, sono dotati di libero arbitrio. «Conosciamo le leggi fondamentali che regolano, ad esempio, le interazioni tra le cariche elettriche o tra i pianeti e il Sole: queste leggi sono universali e sono le stesse in diversi tempi e punti dello spazio. Certamente non si può dire lo stesso delle leggi che regolano l’economia: basta tornare indietro nel tempo di qualche anno o considerare la situazione attuale nei paesi sottosviluppati, per rendersi subito conto che le leggi dell’economia, che comunque non conosciamo come le leggi della fisica, cambiano nel tempo e nello spazio, secondo le condizioni storiche, sociali e legislative dei diversi paesi.» L’autore paragona gli economisti neoclassici a meteorologi che provano a prevedere il tempo trascurando tempeste e uragani, turbolenze che sembrano avere molto in comune con gli alti e i bassi dei mercati finanziari. In questa situazione, nota Buchanan, la crisi non può essere prevista (e, infatti, non è stata prevista) semplicemente perché non è neppure concepita. Un secolo fa le previsioni del tempo si basavano sulla continuità che mostrano molti fenomeni fisici: l’idea era semplicemente quella di cercare nel passato una situazione simile all’oggi e da questa trarre una previsione per il domani. I risultati delle previsioni cosi ̀ effettuate erano abbastanza disastrosi per un motivo che oggi conosciamo bene: l’atmosfera si comporta in maniera caotica e piccole variazioni dei parametri fisici possono indurre grandi cambiamenti nei comportamenti del tempo meteorologico. Studi recenti 5 hanno dimostrato che gli economisti non hanno predetto quasi nessuna delle 88 recessioni avvenute nel periodo 2008-2012 nei paesi avanzati, dove per recessioni intendiamo la diminuzione del PIL reale su base annua. «Quegli stessi modelli economici che non contemplavano neppure la possibilità di una crisi storica come quella avvenuta nel 2008, non sono neanche abbastanza affidabili da prevedere le recessioni. L’economia neoclassica è oggigiorno fornita di una veste matematica quasi fosse una scienza naturale, ma non è capace di descrivere la realtà, come il fallimento di ogni previsione mette chiaramente in luce: per rimediare si racconta, ovviamente a posteriori, che i fallimenti sono dovuti a shock esterni (ad esempio le crisi politiche, i terremoti, ecc.) che non sono contemplati dai modelli.»* Nel suo lavoro poi Buchanan discute in più punti dell’onestà intellettuale degli economisti neoclassici riguardo al modo in cui continuano a difendere le ipotesi alla base dei loro modelli. Per completare la discussione si possono provare a leggere le parole del Nobel per la 5 "Fail Again? Fail Better? Previsioni degli economisti durante la grande recessione ", Ahir, Hites e Prakash Loungani, George Washington University, Programma di ricerca nel seminario di previsione, 2014. * Francesco Sylos Labini, Prefazione a “Previsioni. Cosa possono insegnarci la fisica, la meteorologia e le scienze naturali sull’economia” di Mark Buchanan, https://www.roars.it/online/prefazione-a-previsioni- cosa-possono-insegnarci-la-fisica-la-metereologia-e-le-scienze-naturali-sulleconomia-di-mark-buchanan/
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Informazioni tesi

  Autore: Patrizia Mastropietro
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Economia
  Corso: Amministrazione, economia e finanza
  Relatore: Marco Valente
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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Parole chiave

cartolarizzazione
strumenti finanziari derivati
mutui subprime
npl
crisi debiti sovrani
students loan
economia mainstream
proprietà emergenti

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