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What’s in a frame? Goal framing, trust and reciprocity

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mossa strategica in modo da massimizzare il suo payoff, avendo la convinzione che il comportamento dei rivali non varierà in nessun modo la sua scelta: anche conoscendo la mossa dell'avversario, il giocatore non farebbe una mossa diversa da quella che ha deciso. Il ricevente non ha nessun motivo per restituire, almeno in parte, la somma ricevuta (qualsiasi sia stata) perché guidato dai suoi interessi egoistici. Ovviamente se i due partecipanti saranno influenzati da motivazioni come la fiducia e la reciprocità, allora il risultato sarà diverso con tutti e due i giocatori potenzialmente più ricchi di quello che sarebbero se non si aiutassero. La somma inviata dal mittente è tipicamente utilizzata per misurare il livello di fiducia mentre quella restituita dal ricevente al mittente (dopo che la somma inviata è stata moltiplicata per 3) serve a misurare la reciprocità. Berg et al. (1995) partono dalla premessa che la fiducia nelle interazioni umane sia presente sin dalla nascita ed hanno progettato il gioco in modo tale da misurarlo; esso però non si addentra più di tanto nel definire questo concetto ed è per questo che altri scienziati sociali si sono impegnati per definire questa natura istintiva dell’essere umano: Francis Fukuyama (1995), Robert Putnam (1993, 2000), Niklas Luhmann (1988) e altri sottolineano come la fiducia sia un naturale lubrificante sociale; essa infatti facilita la cooperazione e contribuisce al mantenimento dell’ordine sociale sia a livello micro che a livello macro. L’ordine sociale potrebbe comunque esistere in assenza di fiducia se supportato da forti istituzioni che assicurino impegni, prevedano sanzioni e impongano contratti che stipulino regole di comportamento nelle situazioni in cui due o più persone si trovino di fronte ad uno sconosciuto con il quale debbano collaborare per uno scopo comune di guadagno (Barber, 1983; Hardin, 1999; Luhmann, 1988): la capacità di impegnarsi in relazioni reciprocamente vantaggiose basate sulla fiducia e la reciprocità estende la portata delle attività sostenute istituzionalmente, e consente una serie di interazioni che non sarebbero possibili in assenza di tali istituzioni. Ortmann, Fitzgerald e Boeing (2000) intraprendono una replica degli esperimenti di Berg et al. (1995) e rinforzano la parte riguardante la predisposizione naturale alla fiducia. Ma questi studi sperimentali documentano che in media atti di fiducia non convengono: i guadagni dei mittenti al seguito di atti di fiducia sono tipicamente meno di quelli che avrebbero avuto se non avessero inviato nulla (senza fiducia). Argomentazioni simili sono state sostenute da altri autori come Ashraf, Bohnet e Piankov (2006) e Bolle (1995). Un’importante implementazione in questo argomento è stata fatta da Cookson (2000), che evidenzia quanto gli economisti sperimentali si siano concentrati sull’investigare complesse variazioni di strategie e quanto poco, invece, abbiano preso in considerazione variazioni semplici su come queste strategie siano presentate e descritte ai soggetti. 5
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Informazioni tesi

  Autore: Daniel Cimarosa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Piergiorgio Argentero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 28

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Parole chiave

trust
framing effect
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