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Il terremoto in Calabria del 1783. Dalla Catastrofe alla ricostruzione

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la sua storia? Il discorso come vedremo però vale anche per l'intera Italia. Difatti l'ambizione di questa tesi è quella di arrivare a rispondere ad un quesito semplice ma da troppi evaso, perché nonostante il passato ed i suoi insegnamenti un terremoto di minima entità continua a mietere vittime ed a portare distruzione mentre in altre parti del mondo è considerato qualcosa di non anomalo ed addirittura di non spaventoso? Dopo il capitolo iniziale che ci guiderà alla conoscenza del complicato territorio calabrese si passerà all'analisi del tragico evento e di ciò che ne conseguì per concludere con il capitolo IV che nel quarto paragrafo la Sila ed il patrimonio boschivo conterrà anche una breve riflessione sul presente ed un fugace sguardo al futuro ed alle potenzialità di tale area, Come già accennato, il Sud fino ad allora immobile ed arretrato ebbe un guizzo di genialità e tanta voglia. Abituati come siamo all'idea, purtroppo confermata dalla cruda realtà, di una Calabria ove non si riesce a completare un'autostrada da oltre mezzo secolo o dove mancano i servizi essenziali è sbalorditivo che a partire dal 1784 grazie anche ai Borboni la stessa seppe sperimentare nuove tecniche di costruzione e divenne una Regione all'avanguardia mediante l'emanazione delle "Istruzioni Reali". Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica come vedremo, non mancarono anche all'epoca le ruberie, le prepotenze della nuova classe borghese e i problemi legati allo sfruttamento del territorio, alla ricostruzione ed alla cocciutaggine di una popolazione largamente analfabeta e molto legata ai suoi luoghi che non si spostò facilmente dai suoi villaggi ormai distrutti dalla furia del terremoto. All'interno di questo scritto, non mancherà uno sguardo critico al presente, alle contraddizioni ed alla incapacità cronica di questa terra di rialzarsi, di crescere e di divenire una Regione pienamente sviluppata. Molti mali odierni, vedremo, erano già presenti nel 1783 e per molti versi a noi posteri quella del 1783 si presenta come la prima occasione di sviluppo mancato. Seppur portatrice di dolore, quale miglior occasione per ripartire? Ma non fu facile, difatti pur essendo un laboratorio a cielo aperto, gli interventi in molte zone si configurarono come un primo fallimento che oggi ricorda molto quelli ottenuti con i "finanziamenti a pioggia". Ci si interrogherà inoltre sul fatto se la Cassa Sacra sia stata o meno un fallimento. Di sicuro, come testimoniano anche le sue molteplici "rimodulazioni" non funzionò per come avrebbe dovuto, diventando una specie di carrozzone sottoposto a mille vicissitudini. Non mancarono gli esempi positivi di ricostruzione ciclopica di alcune Città, saranno analizzate nello specifico Mileto, Palmi, Cortale, Borgia e Filadelfia. Città a misura d'uomo e rispettose delle nuove regole di costruzione, che videro l'applicazione delle prime norme antisismiche ma che con il passare degli anni- lo vedremo con l'ausilio di alcune planimetrie- persero tale dimensione andando in barba non solo alle normative ma anche al buon senso e ad ogni canone di estetica. Emblematico, seppur non direttamente oggetto della tesi, è il caso di Reggio Calabria- pur tenendo conto che la stessa Città venne nuovamente rasa al suolo dal terremoto del 1908- Città completamente ricostruita che presentava case basse di massimo due piani e lontane dalla costa e con larghe strade tra i diversi quartieri, trasformatasi oggi in un ammasso di cemento ed abusivismo con palazzoni che hanno ristretto notevolmente le vie e sono giunti a deturpare la magnifica costa che affaccia sulla Sicilia. Alla luce di ciò quando si parla di sviluppo mancato è doveroso chiedersi come mai la Calabria ed il Sud, nonostante la fragilità del territorio e l'elevato rischio sismico abbiano invertito rotta e presentino il più alto tasso di abusivismo edilizio della Nazione. Il cemento ha divorato e continua a fagocitare ettari ed ettari di terreno e km su km di costa grazie anche al bene placito dello Stato che con i ripetuti condoni sembra essersi arreso all'anarchia di alcuni. Anche i terremoti più recenti ci insegnano che ad uccidere il più delle volte non sono le scosse ma gli errori umani come già scriveva a suo tempo Francesco Guicciardini:<<è vero che le città sono mortali, come sono gli uomini ma 3
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Il terremoto in Calabria del 1783. Dalla Catastrofe alla ricostruzione

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Elia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Giuseppe Gangemi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

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