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Il linguaggio giuridico: analisi linguistica e difficoltà traduttive. Studio applicato alle sentenze della Corte dei Conti (2009 - 2013)

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45 sommano i termini tipici del ʻʻburocrateseʼʼ: il sinonimo solenne, il cliché abituale, la formula d'ufficio 1 . Si tratta, dunque, di un insieme di tendenze lessicali riscontrabili nella sentenza, contenitore capace di accogliere un universo lessicale aperto a più vari vocabolari, a più forme e a più registri. 2. Performatività del linguaggio giuridico La lingua è una sottoclasse del comportamento, cioè uno degli strumenti per compiere azioni. Esistono delle relazioni fra enunciati e azioni: nel produrre un enunciato si fa sempre qualche cosa, ad esempio si promette, si consiglia, si ordina, si giudica, si rimprovera, si descrive; sono enunciati che riflettono un'azione: il cosiddetto ʻatto linguisticoʼ 2 . La nozione e il nome di atto linguistico si devono, inizialmente, ad Austin (1962) e sono stati successivamente ripresi, in particolare, da Searle (1969). Un atto linguistico è un atto eseguito attraverso l'uso della parola. Ogni volta che si proferisce un enunciato si compie un atto linguistico: possiamo identificare come atti linguistici ad esempio asserzioni, domande, richieste, promesse, e anche atti più particolari e maggiormente codificati, spesso legati a situazioni istituzionali precise, come il giuramento, l'assoluzione o la condanna in tribunale, il battesimo 3 . L'atto linguistico può essere espresso esplicitamente attraverso l'uso del cosiddetto ʻverbo performativoʼ, il quale dichiara l'atto nel momento in cui lo si compie, come nelle formule di matrimonio quando un sacerdote o il sindaco dice Io vi dichiaro marito e moglie; nel nomento stesso in cui l'atto viene affermato, esso viene anche compiuto 4 . Secondo Austin un enunciato è performativo quando «The uttering of the sentence is, or is part of, the doing of an action» di modo che «to say something is to do something; or in which by saying or in saying something we are doing something» 5 . Nel dire, ad esempio, «I do take this woman to be my wedded wife» è un atto 1 Cfr. DELL'ANNA, Maria V., In nome del popolo italiano, op. cit., pp. 141-142. 2 La nozione di performatività è stata introdotta dal filosofo John Langshaw Austin, l'autore di How to do things with words, 1962. 3 Cfr. ANDORNO, Cecilia, Linguistica testuale, op. cit., 2003, p.107. 4 Cfr. RASO, Tommaso, La scrittura burocratica. La lingua e l'organizzazione del testo, 1 a ed., Carocci, Roma, 2005, pp. 30-31. 5 Austin ha raggruppato gli enunciati in famiglie, classificandoli in cinque classi (verdictives, exercitives, commissives, behavitives, expositives). I verdettivi hanno natura giudiziale, per es.: assolvo, riconosco colpevole, il Tribunale condanna, ecc.
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Informazioni tesi

  Autore: Emad Rashed
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Dottorato di ricerca in Italianistica
Anno: 2015
Docente/Relatore: Pietro Trifone
Istituito da: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Dipartimento: Facoltà di Lettere e Filosofia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 427

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Parole chiave

linguaggio burocratico
linguaggi settoriali
linguaggio giuridico
traduzione giuridica
lessico e morfosintassi delle sentenze
sentenze della corte dei conti : linguaggio
struttura del testo giuridico
analisi linguistica del discorso giuridico
difficoltà di traduzione del linguaggio giuridico
linguaggio giuridico-amministrativo

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