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Fincantieri, dalla fine dell'IRI al successo internazionale

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25 laghi negli Stati Uniti, e Manitowoc Marine Group, una controllata di Manitowoc Company, che poi venne rinominata in Fincantieri Marine Group (FMG) 47 . Nel complesso, nel corso del primo decennio del nuovo millennio, in cui si registrano perdite soltanto nel “terribile” 2009, si delineò un modello produttivo caratterizzato dalla specializzazione produttiva e dalla flessibilità impiantistica che consentì l’interscambio tra le diverse unità operative, garantendo velocità di realizzazione e omogeneità qualitativa delle costruzioni. Al 2007, a fronte di un’occupazione complessiva diretta di 9 250 addetti, le unità operative liguri contavano circa 3 000 occupati. È però da ricordare che in tutti gli stabilimenti del gruppo lavoravano circa 15 – 18 000 dipendenti delle ditte di appalto e che il ricorso a questo tipo di forza lavoro divenne crescente. 2. Superare la crisi I risultati di Fincantieri e in generale dell’industria cantieristica italiana si resero evidenti fino al 2008/2009, quando a causa della crisi, la contrazione degli ordini divenne molto forte. La ripresa a sua volta si è rivelata difficoltosa per tutto il settore: la mancata vendita di navi della stagione pre-crisi ha fatto sì che la domanda fosse soddisfatta da questi modelli a prezzi interessanti, causando la drastica caduta della domanda di nuove navi 48 . Nonostante la crisi generalizzata del settore, la Cina, la Corea del Sud e il Giappone rimasero i maggiori costruttori mondiali con un orderbook aggregato di circa 151 mln 49 . Al contrario, in Europa riemersero pesantemente i problemi che il «super ciclo» aveva mascherato: alta tassazione, burocrazia ingombrante, alto costo del lavoro. Problemi che interferiranno anche con la ripresa del gruppo italiano. Ciò che ha mitigato gli effetti della crisi è stata l’attività già allora estremamente diversificata per mercati finali, esposizione ad aree geografiche e portafoglio clienti. Gli ordini annuali di crociere si riducssero drasticamente, quelli dei mega yacht si azzerarono: in generale, tutti i cantieri europei erano praticamente estromessi da questi settori in cui si erano specializzati, e le società che li controllavano rischiavano di sparire. La crisi provocò la perdita di 80 mila posti da lavoro, tanto da indurre la 47 Fragiacomo, L' industria come continuazione della politica : la cantieristica italiana 1861-2011, cit., pp. 319- 320. 48 P. M. Ferrando, C. Podenzana-Bonvino, La cantieristica navale e la duplice valenza della sua crisi, Impresa progetto, Electronic journal of managment, Special Issue n.3, 2012 49 Informest (a cura di), Il settore della cantieristica e della nautica da diporto in Italia, Giugno 2011, p.3. http://www.icon-project.eu/docs/wp/5/ricerca_mercato_italia_nautica.pdf
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Fincantieri, dalla fine dell'IRI al successo internazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Bonon
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Alessandra  Cantagalli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

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Parole chiave

privatizzazioni
internazionalizzazione
iri
difesa
marina militare
crociere
yacht
fincantieri
cantierisrtica
industrie strategiche

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