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Pordenone: Recupero urbano degli ex bagni di Pordenone

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17 come rappresaglie, tassazioni, saccheggi dissanguano l’economia locale. Con il ritorno sotto il governo dell’Austria, in seguito al trattato di Vienna del 1815, Pordenone affronta un radicale percorso di trasformazione. La città cambia da centro commerciale e rurale favorito dal porto e dal contesto geografico rurale a un centro Industriale grazie alle due opere fondamentali per lo sviluppo: l’arrivo della ferrovia che collega Venezia a Udine e dalla strada Regia o “Strada Napoleonica” perchè progettata da Napoleone che però verrà realizzata dall’Austria. Il territorio del Noncello vede continuare un periodo di pace che durava dal 1866, arco di tempo che favorì lo sviluppo economico dell’area. Sviluppo che con la Grande Guerra si sarebbe arrestato. Difficile sarà la ripresa nel dopo guerra, e ancora più difficile sarà il periodo della grande crisi degli anni ‘30 che portano ad un calo demografico. Con l’affermazione del fascismo Pordenone venne dotata di nuovi edifici, nuovi servizi, palestre e realizzazione della piazza XX Settembre. Nel 1928 venne ampliato il municipio, lasciando inalterata la loggia che verrà collegata all’edificio sul retro. Molte opere architettoniche vengono firmate dai due principali architetti friulani: Cesare Scoccimarro e Pietro Zanini. Riconducibili allo Scoccimarro sono la casa del Mutilato in piazza XX Settembre, edificio che ancor oggi fa discutere, e la sede dei Balilla, nota anche oggi con il nome di Ex Fiera che fu scenario di uno scontro per quanto riguarda le grandi statue previste per la facciata di donne con il seno scoperto ritenute dalla Diocesi pordenonese incongrue con i canoni religiosi dell’epoca. Le statue vennero spostate nel campo di atletica vicino allo stadio “Bottecchia”; Di Zanini sono: la seconda casa del fascio dove attualmente ospita la prefettura. Con l’arrivo della guerra nel 1939/1940, tutto si ferma, vengono travolti tutti gli equilibri raggiunti faticosamente dopo la Grande Guerra. Gli anni che la susseguono, però dimostrano la volontà da parte dei pordenonesi di voler ricostruire e ritrovare quelle dinamiche economiche anteguerra. La città nel 1938 ha circa 20.000 abitanti, a 10 anni dalla fine della guerra, l’incremento demografico, lo sviluppo industriale e commerciale portano Pordenone ad avere a 27.000 abitanti nel censimento del 1951 e 34.000 nel censimento del 1961. Le due principali industrie pordenonesi che ne alimentato la crescita sono gli operatori delle Zanussi e della Savio, ma numerose sono altre realtà industriali di dimensioni più piccole. La continua evoluzione incontrollata della città porta l’amministrazione ad adottare il piano regolatore realizzato da Filippone e Della Rocca realizzato nel 1938 e mai attuato fino al 1956-1957.
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Pordenone: Recupero urbano degli ex bagni di Pordenone

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Informazioni tesi

  Autore: Mihai Ionut Blahuianu
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: PierAntonio Val
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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Parole chiave

architettura
restauro
analisi urbana
consolidamento
pordenone
recupero urbano
rapporto nuovo e antico
bagni pubblici
sede mediatori civili

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