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Il fallimento del carcere: ragioni e prospettive

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7 punire, ho dedicato uno spazio anche alle giustificazioni storico filosofiche della pena. A tal fine ho spiegato come viene giustificata la pena sia dalla dottrina retributivistica che da quella utilitaristica, mettendone in luce le relative critiche. La differenza è eminentemente spiegata da un passo di Seneca che si trova nel De Ira, che fa parte di un insieme di opere del filosofo, i Dialoghi. Egli spiega come le dottrine retributivistiche giustificano la pena quia peccatum, cioè perché è stato commesso un peccato, per cui guardano al passato; quelle utilitaristiche, invece, giustificano la pena ne peccetur, cioè affinché non si commetta un peccato, per cui sono rivolte al futuro. In secondo luogo, sono passata ad analizzare le giustificazioni della pena posta al centro della mia tesi, quella carceraria, riportando il dibattito che si è svolto sull’art. 27 comma tre della Costituzione nei lavori preparatori dell’Assemblea Costituente: la rieducazione del condannato è emerso come il nuovo fine che la pena detentiva deve perseguire. Questa concezione è stata avallata da svariate pronunce della Corte Costituzionale le quali, in un primo momento, si sono contraddistinte da una concezione polifunzionale della pena, cioè hanno assegnato a quest’ultima diverse funzioni tra le quali anche quella rieducativa, per arrivare invece, in un secondo momento, ad affermare, con la storica sentenza 313 del 1990 la centralità della funzione rieducativa, con tutte le critiche e gli scetticismi che, però, ne sono derivati. Nel mio secondo capitolo ho analizzato gli aspetti critici della nostra realtà carceraria, partendo dallo stridente divario esistente tra i princìpi che dovrebbero connotare la pena detentiva, esaustivamente indicati dall’ordinamento penitenziario e dalla Costituzione, e la realtà. La pena carceraria, infatti, si configura come privazione di un quantum di libertà preventivamente, astrattamente e proporzionalmente determinato 1 , ma essa, nei fatti, determina molto più della semplice privazione di un diritto in quanto non incide solo sulla libertà personale ma determina una forte compressione dei diritti individuali del soggetto ristretto: “non esiste esempio storico di un carcere capace di limitare la sofferenza del condannato a quella sola che consegue alla privazione della libertà personale” 2 . Turati scriveva, nella rivista Il Ponte, che “le carceri italiane rappresentano 1 MELOSSI D., PAVARINI M., Carcere e fabbrica, alle origini del sistema penitenziario, Mulino, Bologna, 1977, p.239 2 FERRARI L., No prison, ovvero il fallimento del carcere, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2015, p.27
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Il fallimento del carcere: ragioni e prospettive

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Informazioni tesi

  Autore: Zobeideh Hadavi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Dario ippolito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 159

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Parole chiave

fallimento
rieducazione
misure alternative
recidiva
pena detentiva
sovraffollamento carcerario
giustificazioni pena
abolire il carcere
carcere norvegese
lavoro e carcere

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