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Il principio di capacità contributiva ed il reddito d'impresa

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6 insieme compongono la situazione economica complessiva. Una lacuna nella tassazione dei cespiti sopra indicati farebbe si’ che il concorso alle spese pubbliche da parte dei contribuenti non sarebbe piu’ commisurato alla loro capacita’ contributiva complessiva 10 . Invece, l’aggravio (della tassazione) di un cespite rispetto ad un altro deve essere giustificato da una particolare capacita’ contributiva del primo rispetto al secondo e non deve porre in pericolo l’esistenza dell’economia privata ed il libero esercizio di un’attivita’ economica o professionale 11 . Allo stesso modo, i regimi speciali o sostitutivi non violano l’art.53 se rispettano comunque il principio di uguaglianza e sono legittimi se giustificati da precise ragioni di semplificazione o di tutela di interesse pubblico 12 . L’individuazione di un presupposto economico alla capacita’ contributiva serve per verificare un’esigenza riconducibile alla razionalita’ della tassazione: che vi sia collegamento reale e coerenza tra presupposto economico e imposta dovuta 13 . Affinche’ il concorso alle spese pubbliche sia commisurato alla capacita’ contributiva e’ necessario non solo colpire i cespiti rivelatori di ricchezza, ma anche considerare la situazione personale e familiare del contribuente: la capacita’ contributiva non e’ quella oggettiva rappresentata da un bene economico indipendentemente dalla persona che lo possiede, ma e’ quella del soggetto, in quanto 10 Tale pericolo nell’ordinamento italiano non e’ del tutto teorico: basti pensare che per molto tempo sono stati sostanzialmente esclusi da tassazione i “capital gains” (ci si riferisce, in particolare, alle plusvalenze realizzate, al di fuori dell’esercizio d’impresa, da persone fisiche, su partecipazioni sociali e simili), che ancora oggi non tutti i proventi reddituali sono tassati (ad esempio, i compensi per la cessione di studi professionali o le plusvalenze realizzate da persone fisiche sulla cessione di opere d’arte), che non esiste una generale definizione di reddito imponibile che possa coinvolgere nella tassazione redditi non espressamente menzionati, che non esiste una clausola generale anti-elusione che impedisca il costante pericolo di aggiramento delle previsioni impositive e agevolative. Si veda F. MOSCHETTI, Il principio della capacita’ contributiva, Padova, CEDAM, 1973. 11 Per esempio, la Corte costituzionale ha riconosciuto (sentenza del 26 marzo 1980, n.42) la legittimita’ della plurima tassazione dei redditi (con IRPEF ed ILOR) laddove ha ravvisato una capacita’ contributiva maggiore (redditi aventi una componenete patrimoniale), mentre ha affermato l’illegittimita’ laddove ha disconosciuto tale maggiore capacita’ (redditi da lavoro autonomo). Si veda F. MOSCHETTI, op. cit.. 12 H. HALLER, Die Steuern (Le imposte), Tubingen, MOHR, 1964, p.120. 13 E. DE MITA, Appunti di diritto tributario. L’imposta come istituto giuridico. I principi costituzionali in materia tributaria, Milano, GIUFFRE’, 1987.
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Il principio di capacità contributiva ed il reddito d'impresa

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Informazioni tesi

  Autore: Domiziana Scozzari
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Marco Manera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

FAQ

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Parole chiave

capacità contributiva
diritto
reddito
regimi fiscali

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