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Il principio di capacità contributiva ed il reddito d'impresa

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7 anche indotta da quel bene. Questa e’ la differenza tra imposizione reale e imposizione personale 14 . Nel colpire i cespiti sopra indicati e’ necessario, dunque, da una parte esentare il minimo necessario alle esigenze personali e familiari, dall’altra tenere conto delle spese, delle passivita’ che influiscono sulla situazione economica del contribuente (principio della tassazione al netto: vedi requisito di effettivita’). Per quanto riguarda il primo punto, possedere un reddito inferiore a quanto strettamente necessario per vivere non solo non e’ indice di capacita’ contributiva, ma lo e’, anzi, di uno stato di bisogno. L’attitudine a concorrere alle spese pubbliche inizia solo dopo che siano state soddisfatte le necessita’ personali e familiari, e questo non solo per esigenze logiche, ma anche per conformita’ al carattere solidaristico del dovere: il concorso alle spese pubbliche, proprio in quanto solidaristico, deve essere adempiuto da quelli che hanno, anche per quelli che non hanno. A questo proposito l’art.53 ben si combina con l’art.36 della Costituzione, secondo cui “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantita’ e qualita’ del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a se’ e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Da cio’ discendono alcune importanti conseguenze in campo tributario: l’imposta non puo’ mai colpire una retribuzione appena sufficiente; il “minimo” e’ quello per “un’esistenza libera e dignitosa” (e non il minimo vitale); infine, essendo il minimo di retribuzione riferito anche ai bisogni di famiglia, i tributi applicati ai singoli dovranno sempre tener conto delle situazioni familiari. Quindi, l’art.53 richiede l’esenzione del minimo, l’art.36 ne specifica il contenuto 15 . 14 Sull’esigenza della personalita’ dell’imposta: C. cost. 179/1976. 15 Nel nostro ordinamento esiste, sotto questo aspetto, una incredibile violazione del principio di capacita’ contributiva, poiche’ l’imposta sul reddito complessivo delle persone fisiche non prevede alcuna forma di esenzione per la generalita’ dei redditi minimi. Solo per i redditi di lavoro e d’impresa minore e’ previsto (grazie ad una detrazione dall’imposta lorda) un “minimum” esente. Questo vale non solo per il principio di capacita’ contributiva, ma anche per quello di uguaglianza.
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Il principio di capacità contributiva ed il reddito d'impresa

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Informazioni tesi

  Autore: Domiziana Scozzari
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Marco Manera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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Parole chiave

capacità contributiva
diritto
reddito
regimi fiscali

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