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La questione irlandese sui quotidiani inglesi degli ultimi vent'anni

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12 La grande forza dell'Irlanda era la forza morale. Essa poteva condurre la sua battaglia solo con azioni di guerriglia, dato che l'Inghilterra disponeva di un esercito infinitamente superiore. Così si succedettero episodi di violenza ed assassinii di personalità in vista, molti dei quali organizzati dall'IRA (Irish Republican Army), l'organizzazione responsabile dei principali atti terroristici degli anni a venire. Alla fine, l'ebbero vinta gli Irlandesi e la tregua fu firmata l'11 luglio 1921. Nel dicembre 1922 nasceva l'Irish Free State, il quale manteneva con la Gran Bretagna un rapporto analogo a quello del Canada, per cui aveva un suo governo autonomo ma continuava a far parte dell'Impero Britannico. L'Irlanda del Nord (le sei contee dell'Ulster) doveva esser libera di decidere se entrare a far parte del nuovo stato o se restarne fuori. In questo secondo caso, sarebbe stata istituita una Commissione per i Confini al fine di delimitare i territori delle due Irlande. 1.3 Dal Government of Ireland Act ad oggi L'Irlanda del Nord costituiva un caso separato in quanto questo era il territorio in cui la colonizzazione inglese aveva avuto più successo, grazie al fatto che molti Scozzesi che qui immigrarono discendevano da quegli Irlandesi che in epoca remota avevano colonizzato l'attuale Scozia. Di conseguenza, essa era abitata da molti protestanti che volevano rimanere uniti alla corona inglese e che avevano sempre rivestito ruoli molto importanti nella vita pubblica. Nel 1920 Lloyd George escogitò il suo ingegnoso Government of Ireland Act, che fra altre complesse misure proponeva un "Consiglio per l'Irlanda" e un'Irlanda unita con due parlamenti autonomi: uno a Dublino per il Sud (ventisei contee) e uno a Belfast per il Nord (sei contee: Londonderry, Tyrone, Fermanagh, Armagh, Antrim, Down), con una rappresentanza notevolmente ridotta a Westminster per il Sud e il Nord. Gli unionisti dell'Ulster rifiutarono di riconoscere il "Consiglio d'Irlanda", ma accettarono l'idea di avere un proprio parlamento, che significava un loro proprio governo. Alle elezioni che seguirono essi vinsero sui nazionalisti e sul Sinn Fein. Ma l'IRA continuò ad imperversare con attentati e la situazione divenne sempre più critica. Il 22 giugno 1921 re Giorgio d'Inghilterra, all'apertura del parlamento del Nord a Belfast, pronunciò un discorso a favore della pace. Si arrivò, così, alla firma del trattato anglo-irlandese del dicembre 1922, ma non senza la truce minaccia da parte inglese che, se i delegati irlandesi non fossero stati disposti ad accettare tutte le condizioni, le ostilità sarebbero state riprese entro tre giorni. La firma del trattato portò ad una scissione nel Sinn Fein: una parte, capeggiata da De Valera, lo considerava una sconfitta, perché non realizzava immediatamente la Repubblica; l'altra parte accettava il trattato e consentiva a collaborare. L'Irlanda del Nord formò il suo governo unionista appoggiato a una vasta maggioranza. Lo Stato Libero d'Irlanda era formato dai sostenitori del trattato, ma finora senza De Valera e i suoi "anti- trattato". Il primo risultato di questa scissione nell'Irlanda del Sud fu una cruenta guerra civile che terminò con una situazione politica, in cui i "sudisti" conservavano la
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La questione irlandese sui quotidiani inglesi degli ultimi vent'anni

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Cipollone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1994-95
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: AnnalisaCarlotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

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