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La tutela della privacy nella pubblica amministrazione

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3 distribuzione e nell’uso del potere nelle strutture pubbliche e private solo così sarà possibile sciogliere il nodo, altrimenti inestricabile, dei rapporti tra tutela delle libertà individuali ed efficienza amministrativa e imprenditoriale. Individuando le radici del potere fondato sulla disponibilità di informazioni e i suoi reali detentori, si riuscirà non soltanto a progettare forme di contropotere e di controllo, ma si potranno sfruttare le possibilità offerte dalla computer technology per tentar di realizzare anche forme diverse di gestione del potere, capaci di offrire alle stesse libertà individuali e possibilità di espansione fino a ieri impensabili. Mentre si lotta contro i rischi di "inquinamento dei diritti civili", pure l’utopia è a portata di mano. Nulla vieta di lavorare cercando di definire una strategia il cui punto d’arrivo "consisterebbe nella proliferazione di processi decisionali razionalizzati resi trasparenti dall’ausilio dei computer, con un conseguente controllo sociale sui partecipanti al processo, tale da arrivare ad una partecipazione al processo stesso". 2 Le impostazioni finora prevalenti hanno seguito piuttosto una via diversa, indicando i rischi connessi al diffondersi dell’uso dei computer e tentando di elaborare unicamente strategie di difesa, che potessero fugare gli incombenti timori di un imminente avvento dell’orwelliano 1984 o del Brave New World immaginato da Aldous Houxley 3 . Proprio seguendo questa strada, tuttavia, ci si è accorti dell’inadeguatezza delle tradizionali impostazioni giuridico-istituzionali rispetto ai nuovi problemi aperti dalla realtà degli attuali sistemi informativi. Si è potuto notare, cioè, che non basta mettere a punto una linea di contenimento del potere dei computer in relazione a loro singole modalità d’uso, ma è necessario analizzare tutte le possibili valenze del loro impiego, riferendole ai diversi significati che possono assumere nel complessivo sistema politico. Se questo è il quadro generale da tener presente, non è più possibile considerare i problemi della privacy solo seguendo il pendolo tra "riservatezza" e "divulgazione"; tra l’uomo prigioniero dei suoi segreti e l’uomo che non ha nulla da nascondere; tra la "casa-fortezza", che glorifica la privacy e favorisce l’egocentrismo, e la "casa-vetrina", che privilegia gli scambi sociali. Queste tendono ad essere sempre più alternative astratte, poiché in esse si rispecchia un modo di guardare alla privacy che trascura 2 Cfr. ROSITI F. in Razionalità sociale e tecnologie dell’informazione, Milano 1973, p. 45ss. 3 Cfr. WESTIN A.F., Privacy and Freedom, New York, 1970.
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La tutela della privacy nella pubblica amministrazione

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Informazioni tesi

Autore: Lorenzo Gherardi
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 1998-99
Università: Università degli Studi di Bergamo
Facoltà: Economia
Corso: Economia e Legislazione per l'Impresa
Relatore: AndreisMassimo
Lingua: Italiano
Num. pagine: 303

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