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Le responsabilità contrattuali nell'e-commerce

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9 Nell’ambito del diritto privato 19 il diritto del creditore al risarcimento del danno presuppone che egli abbia subito un danno, che vi sia un nesso di causalità tra l’inadempimento ed il danno e che l’inadempimento sia derivato da una causa della quale il debitore non debba rispondere. In base al principio dell’art. 2697 c.1 c.c 20 il creditore dovrebbe provare tutti questi elementi. Nell’ambito della responsabilità contrattuale questa regola incontra una parziale deroga, infatti il creditore deve dimostrare solo il danno ed il nesso di causalità, mentre l’oblato deve provare che l’inadempimento od il ritardo è dovuto a ad una causa della quale non deve rispondere (ex art. 1218 c.c). Questa parziale inversione dell’onere della prova è giustificata dal fatto che il creditore difficilmente conosce i motivi dell’inadempimento della controparte 21 . Franzoni afferma che, premesso il criterio, nel campo della responsabilità da contratto, dell’inversione dell’onere della prova, se l’art. 1218 c.c. prevedesse davvero una presunzione di colpa a carico del debitore, la prova contraria dovrebbe vertere proprio sull’assenza di colpa (il debitore dovrebbe quindi andare esente da responsabilità qualora dimostrasse la propria diligenza), ma l’osservazione della prova liberatoria che emerge dalla pratica giurisprudenziale mostra, al contrario, che la colpa non rappresenta mai il limite oltre il quale l’ obbligato diventa irresponsabile. L’autore ritiene perciò non corretto il richiamo della giurisprudenza alla presunzione di colpa nella responsabilità contrattuale, dove vige invece la parziale inversione dell’onere prova. Un ultimo orientamento dottrinale da analizzare è quello di Pietro Trimarchi 22 che, dopo aver esaminato entrambi i principi di valutazione della responsabilità contrattuale, giunge ad attribuire una valenza maggiore a quello oggettivo, in quanto la miglior distribuzione delle risorse economiche può venire realizzata solo con quest’ultimo (la responsabilità oggettiva si accorda meglio col progresso tecnologico, comporta tempi e costi giudiziali minori). Il metodo soggettivo varrà nelle obbligazioni che hanno per oggetto un fare (come 19 TRIMARCHI, op. cit., p. 320 20 Il quale enuncia: “chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”. 21 TRIMARCHI P., op. cit, aggiunge che se la prestazione del debitore è mancata o è stata eseguita in ritardo, al creditore basta provare quanto detto; se invece la prestazione è stata eseguita tempestivamente, ma sia in questione la sua qualità, bisogna distinguere: nel caso di obbligazioni di risultato al creditore basterà provare che il risultato non ha le qualità richieste e, ancora una volta, al debitore spetterà provare che ciò non deriva da una causa a lui imputabile; se l’obbligazione è di mezzi è il creditore a dover provare la colpa del debitore, perché qui essa colpa costituisce il criterio per giudicare la qualità della prestazione e dunque l’esistenza stessa dell’inadempimento. 22 Op. cit. Si veda anche: Sul significato economico dei criteri di responsabilità contrattuale,in Riv. trimestrale di diritto e procedura civile, 1970, p. 512 e ss.
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Informazioni tesi

  Autore: Michele Miniotti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Oreste Calliano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 307

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