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Le società di gestione del risparmio

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13 da parte del movimento che tende alla tipizzazione di nuovi strumenti di intermediazione finanziaria 37 . Diversamente da altri ordinamenti, nei quali i fondi mobiliari e immobiliari sono stati disciplinati unitariamente, in Italia si è scelto di attribuire una distinta considerazione normativa a tali forme di raccolta del risparmio. Ciò in considerazione del fatto che gli originari fondi comuni mobiliari, come configurarti nel nostro ordinamento, sono di tipo aperto, cioè permettono la continua ammissione di nuovi risparmiatori alla sottoscrizione di quote del fondo, nonché una costante possibilità di uscita dal fondo stesso mediante il rapido rimborso delle quote dei partecipanti che ne avanzino richiesta. Al contrario il fondo immobiliare ha le caratteristiche tipiche dei fondi cosiddetti chiusi. In essi l’ingresso di nuovi partecipanti viene subordinato all’esistenza di specifiche condizioni o particolari consensi (es. delibera di aumento del capitale, autorizzazione ministeriale, mancato esercizio dei diritti di opzione da parte degli aventi titolo) ed è sensibilmente limitata l’effettiva possibilità di recedere in qualunque momento 38 . La legge n. 86 del 25/01/1994 istitutiva dei fondi comuni immobiliari, ha consentito di incanalare il risparmio nell’investimento immobiliare attraverso la regolamentazione di un intermediario tipico, creando, così, un nuovo strumento finanziario che consente la raccolta del risparmio tra il pubblico per l’impiego dello stesso, in forma di gestione patrimoniale collettiva, nel settore dei beni immobili e delle società immobiliari 39 . La scelta Italiana è stata quella di introdurre nell’ordinamento i fondi comuni di investimento immobiliare secondo il modello chiuso e contrattuale, con una disciplina che richiama molto da vicino quella adottata per regolare i fondi comuni d’investimento mobiliare chiusi. La legge in commento si articola in due capi. Nel primo viene disciplinata la società di gestione, nel secondo il fondo comune 40 . La società di gestione deve essere costituita nella forma della S.P.A. e deve essere ad oggetto sociale esclusivo. L’attività, descritta come gestione di fondi comuni di investimento collettivo in immobili o partecipazioni in società immobiliari, è sottoposta a regime autorizzativo da parte del Ministro del Tesoro, sentita la Banca d’Italia. È prevista l’istituzione di un apposito albo, la cui tenuta è demandata alla Banca d’Italia. Ai fini della concessione, la società di gestione deve possedere alcuni requisiti: 1) la presenza della sede 37 Così il disegno di legge n. 318, presentato al Senato il 18/11/1983 dai senatori “Berlanda e altri”, in Giur. comm., 1984, I, p. 466. 38 Si veda L. DE ANGELIS, Proposte per l’istituzione e la disciplina dei fondi di investimento immobiliare, in Giur. comm., 1984, pp. 1186 ss. 39 Si veda L. ZITIELLO, Fondi comuni di investimento immobiliare chiusi: la nuova disciplina, in Società, 3/1994, p. 301.
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Le società di gestione del risparmio

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Morlacchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Roberto Sacchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 237

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Parole chiave

fondi di investimento
gestione di risparmio
immobiliari
intermediari finanziari
mobiliari
società di gestione

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