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Le società di gestione del risparmio

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15 di società o enti facenti parte del gruppo, al fine di disciplinare possibili conflitti di interessi. La Banca d’Italia può anche determinare una misura maggiore dell’ammontare minimo del patrimonio del fondo, che non può essere inferiore a 100 miliardi e, del capitale della società di gestione. La stessa, sentita la Consob, ai sensi di legge determina lo schema tipo di bilancio e del conto profitti e perdite della società di gestione, oltre allo schema tipo del rendiconto e dei prospetti dei fondi e i criteri di valutazione delle attività che li compongono, nonché i metodi di calcolo del valore delle quote. Alla Consob è attribuita la vigilanza per quel che riguarda gli obblighi di informazione e correttezza. Essa controlla il flusso informativo rivolto agli investitori, con facoltà di richiedere dati e notizie ulteriori e di rendere noti dati ritenuti necessari per una corretta informazione del mercato, con la possibilità di estendere i propri poteri anche nei confronti della banca depositaria 44 . Al Ministero del Tesoro, oltre al potere di rilasciare l’autorizzazione, è attribuito il potere di pronunciare la decadenza delle società di gestione, quando vi siano casi di insolvenza, qualora il capitale sociale o il patrimonio scendano al di sotto dei limiti previsti, in caso di irregolarità nella gestione e, infine, su proposta della Consob quando vi siano gravi violazioni delle regole di comportamento dalla stessa stabilite 45 . Oltre alla vigilanza apprestata dagli organi suindicati, il legislatore ha previsto ulteriori strumenti per garantire il corretto svolgimento dell’attività di gestione. Risulta così che la contabilità della società di gestione e quella del fondo comune sono sottoposte a revisione contabile per mezzo delle società iscritte nell’apposito albo. La società di gestione è inoltre obbligata ad avvalersi, per ciascuno dei fondi gestiti, di un collegio di tre periti ai quali è attribuito il compito di fornire un giudizio sul valore di ogni immobile, secondo i criteri predeterminati nel regolamento del fondo. Il tutto al fine di tutelare l’investitore, in quanto tale stima rappresenta lo strumento per la definizione del valore delle quote, oltre a garantire la stabilità dell’intermediario quale mezzo di verifica della consistenza del patrimonio e delle scelte gestionali effettuate. Il collegio dei periti deve presentare la propria relazione al consiglio di amministrazione inviandola contestualmente alla Consob ed alla Banca d’Italia. La valutazione del fondo, effettuata dal consiglio di amministrazione sulle basi della relazione del collegio dei periti, viene trasposta in un prospetto che a sua volta deve essere inviato alla Banca d’Italia. Tale prospetto viene poi pubblicizzato con pubblicazione su almeno un quotidiano a diffusione nazionale, con le modificazioni ed integrazioni disposte dall’istituto di vigilanza ed affisso per almeno 30 giorni presso le sedi e filiali della società di gestione. Per 44 Si vedano L. ZITIELLO, la nuova disciplina, p. 304; G. AULETTA e N. SALANITRO, op. cit., pp. 551 ss.
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Le società di gestione del risparmio

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Morlacchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Roberto Sacchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 237

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