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Per un modello di sviluppo della Calabria fondato sull'ecoturismo

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7 Introduzione L’idea di azzardarsi ad elaborare, o per meglio dire, abbozzare un modello di sviluppo economico per la Calabria è nata dall’intenzione di valorizzare le risorse infinite di questa regione perché i propri abitanti possano trarne vantaggio. Un vantaggio non meramente economico, ma che sia apportatore di benessere complessivo. Il lavoro è suddiviso in cinque capitoli che costituiscono un unico ragionamento teso a motivare la scelta dell’ecoturismo come volano di sviluppo a livello teorico, e applicativo. Il primo capitolo contiene un a breve analisi della situazione economica e sociale della Calabria. Abbiamo raccontato la Calabria con la massima attenzione a non fare un discorso promozionale, bensì obiettivo e concreto. Nella prima sezione c’è un resoconto delle sue risorse fisiche, che vanno dai 780 Km di costa al ricco patrimonio montuoso, visto che il 44% del suo territorio si trova al di sopra dei 500 metri. Vengono descritti i principali sistemi montuosi della regione, dal Pollino all’Aspromonte, dalla Serra Dolcedorme al Pellegrino, dalla Catena Costiera alle Serre, alla Sila. Non può tuttavia mancare l’elencazione degli svantaggi dovuti, come il fatto che solo il 9% del territorio si trova in pianura, suddivisa tra i comprensori di Sibari - Rossano, di Lamezia Terme, di Crotone e di Gioia Tauro. Ciò comporta non pochi problemi di viabilità interna. Non vengono trascurate le specie animali e vegetali che si trovano nella regione, ed alcune solo ed esclusivamente in questa regione. Dai lupi ai cervi, dal secolare Pino Laricio sul Pollino, alle praterie di posidonie nei fondali della costa tirrenica. Si è reso poi necessario passare al tema della storia economica della regione, per poterne comprendere chiaramente la situazione attuale. In poche pagine sono stati riassunti millenni di storia, che hanno visto la Calabria sempre privata della sua identità, non solo per colpa delle dominazioni bizantine, angioine o aragonesi, ma soprattutto per il consueto asservimento dei potenti locali a queste e altre dominazioni, che hanno pure introdotto tentativi di sviluppo, come nel caso dell’industria e dell’agricoltura, ma che in determinati periodi hanno invece sfruttato la Calabria per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, e non solo per propositi militari, ma anche nel commercio dei suoi prodotti tipici. Per questo risulta una Calabria che ha vissuto passivamente periodi di sviluppo, seguiti da immancabili momenti di declino, momenti durati a volte secoli, dovuti all’abbandono della regione per i non pochi problemi di distanza con i grandi centri europei. Vengono ripresi gli studi fatti da Francesco Saverio Nitti sulle drammatiche problematicità del sud in generale e sulle ribellioni popolari. Seguono alcune analisi sulla riforma agraria, sulla Cassa per il Mezzogiorni, ed alcuni commenti, come quelli di Manlio Rossi Doria sull’intenzione di gestire i movimenti contadini e illuderli “regalando” terre, azioni che si conclusero con una staticità del sistema produttivo, che portò al grande male dell’emigrazione.
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Per un modello di sviluppo della Calabria fondato sull'ecoturismo

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Longo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Economia
  Corso: Discipline Economiche e Sociali
  Relatore: Matteo Marini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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