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Per un modello di sviluppo della Calabria fondato sull'ecoturismo

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16 È molto facile incontrare evidenze delle erosioni, rappresentate da pinnacoli di rocce, canyon, dirupi. Il profilo meridionale del Massiccio presenta parti di intensa foresta, gole profonde, boschi di conifere, vette acute. Gli ambienti e i paesaggi sono quindi diversi tra loro e si trovano su vari monti, come il Monte Gada, il Cozzo Petraia, la Serra Limpida, il Monte Ciagola, intervallati da valli come la valle del Lao, ampia ed estesa. Numerosi i ruscelli e le piccole cascate in tutto il Massiccio, molti torrenti attraversano massi umidi e muschiosi, riversandosi in valloni e canaloni. Intorno alla gola dell’Argentino si trovano due torri di roccia, rispettivamente Pietra Campanara e Crivo dell’Uomo Lungo, che si impongono nell’incantevole paesaggio. Sono singolari i boschi e le architetture rocciose che si incontrano sul versante orientale, come ad esempio Il Portone, interrotti a volte da zone pianeggianti, racchiuse e circondate da monti. Il Cozzo del Pellegrino si erge al centro del Massiccio, è alto 1987 metri e presenta una visuale dalla quale è possibile ammirare le immensità rocciose, le valli, i pendii, rispettando la natura dominante e apprezzando l’impotenza umana di fronte a certi paesaggi. Ad ovest il Massiccio si riversa sul litorale insieme a ruscelli e piccoli fiumi. Da ammirare in questa zona è la Pietra Portusata, una naturale scultura calcarea che si distingue nel fitto della foresta come una testa riversa che blocca i raggi del sole formando così giochi di luce. La vegetazione del Massiccio del Pellegrino è costituita da esemplari come il pioppo tremolo, l’ontano napoletano, il pino loricato, il pino nero, il faggio, l’abete bianco, il ginepro, l’agrifoglio, presenti per lo più in tutto il territorio. L’habitat naturale del Massiccio del Pellegrino è simile a quello del Pollino, non è infatti difficile avvistare anche qui lupi, cinghiali, caprioli o martore. Anche qui sono numerosi i percorsi da fare per attraversare il Massiccio, ove non è possibile accedervi se non a piedi, da quelli a bassa altitudine, come le gole del fiume Lao, dove si trova la famosa grotta del Romito di Papasidero. Sono anche caratteristici i percorsi sul Monte Palanuda, nelle vicinanze del fiume Argentino, o al Piano di Campolongo, zone attraversate da sentieri e viottoli in mezzo a foreste di faggi, pini, nelle quali si trovano poche abitazioni solitarie. Si incontrano fitti boschi anche risalendo dal piano di Lanzo al Cozzo del Pellegrino, siamo nella parte più alta del Massiccio. Inaccessibili in certe zone anche a piedi sono alcune parti del Monte La Mula o del fiume Rosa, ma non sono gli unici posti dove nascono sorgenti, infatti vi sono anche le zone della fontana di Cornia o verso il Monte La Caccia, caratterizzati dagli stessi paesaggi, anche se le pareti sono più rocciose. La Catena costiera, così detta perchè che percorre la costa occidentale della provincia di Cosenza è lunga 73 Km. È costituita prevalentemente da zone rocciose che si riversano sul litorale tirrenico, e da calcare, come il Monte Cocuzzo. Numerosi sono i torrenti e le gole, addirittura in certe zone la strada statale passa sotto i corsi d’acqua. I rilievi sono separati tra loro da valloni. La vegetazione è caratterizzata prevalentemente da faggi, castagni e ontani napoletani. La Catena è abitata da lupi, cinghiali e tritoni alpini.
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Per un modello di sviluppo della Calabria fondato sull'ecoturismo

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Longo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Economia
  Corso: Discipline Economiche e Sociali
  Relatore: Matteo Marini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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