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Criminalità minorile: aspetti medico-legali e nuovi orientamenti normativi e giurisprudenziali

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14 colpevoli di un reato, dovevano essere accolti in apposite Case di custodia o in stabilimenti pubblici di lavoro ai quali erano destinati anche giovani mendicanti, vagabondi, oziosi, minori di sedici anni 6 . Era possibile l�internamento dei giovani discoli in Case di correzione o di educazione, per volont� dei genitori. L�art. 222 del Codice civile del Regno d�Italia (in vigore fino al successivo del 1942) infatti stabiliva: �Il padre che non riesca a frenare i traviamenti del figlio, pu� allontanarlo dalla famiglia, assegnandogli secondo i propri mezzi gli alimenti strettamente necessari; e ricorrendo, ove sia d�uopo, al presidente del tribunale, collocarlo in quella casa, o in quell�istituto di educazione o di correzione, che reputi pi� conveniente a correggerlo e migliorarlo. L�autorizzazione pu� essere chiesta anche verbalmente, ed il presidente provveder� senza formalit� di atti e senza esprimere i motivi del suo decreto�. Gli istituti di educazione e di correzione furono organizzati su regole carcerarie paternalistiche e coercitive. Nel 1877, un nuovo regolamento istitu� le figure degli �istitutori o censori� in sostituzione delle guardie carcerarie comuni e vennero previsti interventi differenziati per i minori sottoposti alla custodia per condanna penale ed i ricoverati per altre cause. In seguito, fino al codice Zanardelli del 1889, furono compiuti vari tentativi per cercare di unificare, sistematizzare e rendere organica la legislazione minorile 7 . Quando entr� in vigore il codice Zanardelli, di chiara impostazione classica, la cultura positivista era gi� divenuta cultura onnipresente in ambito minorile. 6 Beltrani-Scalia fece a suo tempo notare che gli stabilimenti pubblici di lavoro non furono mai realizzate che, accanto alle Case di custodia, furono creati, per i casi meno gravi, gli �Istituti pii di ricovero forzato o Riformatori�; BELTRANI-SCALIA, M., La riforma penitenziaria in Italia, Giunti-Martello, op. cit., pp. 328- 329. 7 Il Codice sardo del 1859 fu via via esteso alle nuove province annesse, ma non alla Toscana in cui rest� in vigore il Codice penale toscano del 20 giugno 1853, modificato con successivi decreti, in particolare quello del 20 aprile 1859 del Governo provvisorio della Toscana che aboliva la pena di morte e mitigava le pene; Codice penale per gli Stati di S.M. il Re di Sardegna colle modificazioni portate da sei R. D. per adattarlo al Regno d'Italia e coll'aggiunta della Legge e Regolamento sulla pubblica sicurezza, Stamperia Reale, Paravia, Torino, 1871; cfr. anche VASSALLI, G., voce �Codice penale�, in Enciclopedia del diritto, vol. V II, Giuffr�, Varese, 1960, p. 263.
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Criminalità minorile: aspetti medico-legali e nuovi orientamenti normativi e giurisprudenziali

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Informazioni tesi

  Autore: Pavlos Dritsas
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paolo Arbarello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 248

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Parole chiave

criminalità minorile
imputabilità minorile
pericolosità sociale
sistema penitenziario minorile
carcere minorile
delinquenza minorile
prevenzione della criminalità

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