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Fenomenologia del film e della visione cinematografica: struttura, identificazione, percezione, incanto.

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14 fotografie animate. Tutti i realizzatori o ricercatori, non poterono ottenere vere riprese, cioè impressionare una decina di immagini durante il secondo in cui si compiva il movimento. Furono perciò costretti a ricorrere all’espediente delle “pose successive”. Se si voleva rappresentare un uomo nell’atto di abbassare un braccio, lo si fotografava prima col braccio alzato, poi, dopo aver ricaricato l’apparecchio, lo si fotografava di nuovo col braccio leggermente più basso e così di seguito. Procedimento imperfetto, ma che già prima del 1870 permise di preannunciare i futuri usi del cinema e alcune delle sue tecniche (nel breve audiovisivo che presenterò ho utilizzato proprio questa tecnica, tornata di gran moda negli ultimi anni in particolar modo nella realizzazione di videoclip musicali). Un miliardario californiano, Leland Stanford, arricchitosi con il commercio e con le ferrovie, aveva fatto una scommessa sull’andatura e l’atteggiamento di un cavallo al galoppo così come li descriveva nel 1868 l’esperto francese Marey. Quel tipo bizzarro spese una fortuna perché Muybridge potesse costruire la straordinaria apparecchiatura che descriviamo: lungo una pista su cui correvano alcuni cavalli erano sistemate ventiquattro cabine, delle camere oscure nelle quali ventiquattro operatori dovevano preparare, a un determinato segnale, ventiquattro lastre di collodio umido (dato che con tale procedimento le lastre cessano di essere sensibili dopo pochi minuti, appena asciugatesi). Una volta caricati i ventiquattro apparecchi, si lanciavano i cavalli sulla pista, e questi si fotografavano da soli spezzando i fili disposti sul percorso. Occorsero parecchi anni (1872-1878) per perfezionare questa tecnica, poiché si commisero errori pittoreschi (si adoperarono cordicelle troppo resistenti, che provocarono la caduta generale delle cabine, degli apparecchi, delle lastre e degli operatori). Dopo il 1878, le fotografie fatte in California furono pubblicate in
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Fenomenologia del film e della visione cinematografica: struttura, identificazione, percezione, incanto.

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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Cacciatore
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lingua e Cultura Italiana
  Corso: Consulenza grafologica
  Relatore: Franco Federici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 242

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Parole chiave

cinema
fenomenologia
identificazione
arte cinematografica
psicologia dei processi cognitivi

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