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Il concetto di parlamentarismo nella teoria dello Stato kelseniana: la difesa della democrazia negli scritti politici 1920-1933

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67 biennio 1918-1919, che va dal crollo dell’impero alla repubblica socialdemocratica, viene sovente indicato come “die deutsche Revolution”; molti furono coloro che accompagnarono con fiducia il trapasso dal vecchio sistema autoritario al nuovo ordine democratico, e molti condivisero le linee di sviluppo indicate da Hugo Preuss, che affermava: <<Lo Stato popolare tedesco non può venire creato da una classe, da un gruppo, da partiti o da corporazioni isolate; esso deve essere costruito dall’intero popolo tedesco rappresentato da un’assemblea nazionale, uscita da elezioni democratiche; la sua base politica non potrà essere la lotta di classe, oppure l’oppressione di uno strato sociale ai danni di un altro; le inevitabili lotte socio-politiche del futuro dovranno essere condotte nei limiti di una Costituzione democratica>>. 34 Il nuovo partito comunista tedesco e parecchi ‘massimalisti’ denunciarono l’assemblea di Weimar come l’organo della controrivoluzione. Così, in seguito a tumulti di piazza, da gruppi armati furono uccisi Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg; l’impressione fu grande nel paese, ma si rafforzò l’opinione che il partito socialdemocratico avrebbe funzionato in un sistema parlamentare rappresentativo da ‘partito dominante’. Sindacati ed industriali, liberali e moderati, si mostrarono sinceramente disposti a sottoscrivere la costituzione democratica, il cui testo venne approvato il 31 luglio 1919: la Costituzione della Repubblica di Weimar venne giudicata come lo strumento giuridico-politico idoneo per realizzare la ‘sovranità del popolo’. 35 I socialdemocratici tedeschi, in gran parte pubblicisti, erano impreparati ad assumere la direzione degli affari dello Stato; ma la S.P.D. accettava la repubblica come forma di istituzionale di governo, ma la repubblica, concepita in opposizione alla monarchia, avrebbe dovuto permettere la loro prevalenza per realizzare la emancipazione sociale dei lavoratori, ed a teorizzare la via democratica al predominio del proletariato. Alla fine del 1918 Kautsky aveva sostenuto che Marx, quando aveva parlato di dittatura del proletariato, aveva pensato alla maggioranza degli operai: rispettosa dei diritti civili e sociali, la ‘democrazia proletaria’ non sfociava quindi nel comunismo, ma restava democrazia dei lavoratori avversi alla borghesia capitalistica minoritaria; dunque i socialisti democratici distinguevano la ‘socialdemocrazia’ dalla ‘liberaldemocrazia’, e speravano di giungere alla rivoluzione sociale in Germania attraverso le istituzioni repubblicane. 36 Rusconi ha osservato che la S.P.D. si trovò a dover essere ‘partito operaio’ (Arbeitpartei) e ‘partito popolare di governo’ (Volkpartei) ed a dover scegliere tra classe operaia e campo borghese. Il partito 34 V. G. Ritter, Die deutsche Revolution 1918-1919, Fischer Bücherei GmbH, Frankfurt am Main, 1968 35 Op.cit., p. 353 36 Ibid.
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Il concetto di parlamentarismo nella teoria dello Stato kelseniana: la difesa della democrazia negli scritti politici 1920-1933

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Informazioni tesi

  Autore: Blu Abraxas Marziale
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Sergio Amato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

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