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Gestione del portafoglio: generazione di scenari e applicazioni al mercato azionario italiano

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Capitolo 1: Gestione del portafoglio 14 portafoglio di Markowitz, che assume i rendimenti distribuiti normalmente, e che utilizza delle funzioni di utilità avverse al rischio. Il valore di una attività non dipende, in questa teoria, solamente dal valore atteso e dalla varianza del rendimento, ma anche dalla covarianza esistente fra i rendimenti di tutti i potenziali investimenti. Pyle però nel suo lavoro oltre a non prendere in considerazione la dinamicità del problema, non considera nemmeno i costi di transazione. Inoltre considera solo il rischio di portafoglio e non considera anche altri elementi incerti. Modelli di questo tipo sono però inadeguati per i problemi di decisione che devono essere dinamici. Kallberg e Ziemba (1981) sviluppano un problema che deriva dal modello di Pyle, e cioè un modello dinamico basato sul criterio di Markowitz. Però la complessità computazionale di questi tipi di modelli rende difficilmente praticabile lo sviluppo di algoritmi operativi per larghe organizzazioni. Oltre a modelli basati sul criterio media-varianza, sono stati formulati altri criteri. L’approccio media-varianza di Markowitz infatti contiene al suo interno numerose limitazioni, in particolare per la gestione di attività e passività. Per questo tipo di problemi sono quindi state trovate altre definizioni di rischio operativo. Una di questi si basa sulla massimizzazione dei flussi futuri di profitto soggetti a vincoli di diversificazione del portafoglio. Questo criterio deriva da Myers (1968) che nel suo lavoro cerca di vedere quali siano i migliori criteri nel problema di gestione delle attività e delle passività. Basandosi sulla condizione di equilibrio dei titoli presenti sul mercato e sulla loro indipendenza dal rischio, conclude che il miglior criterio disponibile per le istituzioni finanziarie è la massimizzazione del valore attuale atteso netto (ENVP). Modelli basati su questo criterio, come quelli proposti da Cohen e Hammer (1967) e da Hester e Pierce (1975), sono stati a lungo accettati dalle istituzioni finanziarie. Questi modelli non considerano però l’incertezza insita nei problemi finanziari, o la trattano in modo inadeguato prendendone delle realizzazioni
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Gestione del portafoglio: generazione di scenari e applicazioni al mercato azionario italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Davide Sandrin
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Elio Canestrelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 208

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Parole chiave

garch
mercato azionario
gestione di portafoglio
matematica finanziaria
portafogli azionari

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