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La BCE (Banca Centrale Europea)

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Il Piano Werner fu discusso e approvato dal Consiglio europeo nel marzo del 1971, che affidò l’incarico all’Ecofin ed al Comitato dei Governatori, per quanto concerneva l’avvio della prima fase del processo. Sempre nell’ambito del programma, i Governatori delle banche centrali dei sei paesi fondatori si accordarono per una banda di oscillazione dei cambi, abbastanza ristretta, pur mantenendo invariati i margini con il dollaro, che era la valuta di riferimento degli accordi di Bretton Woods. Pochi mesi dopo crollò il sistema di cambio di Bretton Woods, nell’agosto del 1971, accertando così l’inconvertibilità fra dollaro e oro da parte delle autorità americane, pregiudicando in tal senso il processo di integrazione monetaria della Comunità Per questi motivi si rendeva necessaria una figura che potesse garantire il mantenimento di un’adeguata stabilità nei rapporti di cambio fra le valute della Comunità. Si pervenne così, nell’aprile del 1972, agli Accordi di Basilea, che con la sottoscrizione dei sei Stati membri, più i tre paesi candidati all’ingresso, quali Danimarca, Irlanda e Regno Unito, a cui s’aggiunse un mese dopo la Norvegia, arrivarono ad un accordo dove si impegnarono a fissare delle parità bilaterali e a mantenere i cambi all’interno di una banda di oscillazione del 5% attorno a tali parità. L’accordo prese il nome di Serpente monetario europeo, più familiarmente the snake, che, come previsto nel Piano Werner, prevedeva un Fondo europeo di cooperazione monetaria a difesa di prerogative quali restringimento dei margini di fluttuazione e gestione delle linee di credito bilaterali a disposizione delle singole banche centrali nazionali. Lo snake obbligava le monete dei paesi aderenti a muoversi conformemente al dollaro, ma quando lo shock petrolifero, a metà degli anni ’70, esplose in tutta la sua interezza, le divergenze di natura politica, in seno all’Unione europea, si fecero tangibili. Difatti il Regno Unito prese la decisione, nel 1972, di uscire dal Serpente monetario europeo, seguita nel 1973 dall’Italia e un anno più tardi dalla Francia, obbligando così la Comunità a riconoscere l’impossibilità dell’attuazione completa del Piano Werner.
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La BCE (Banca Centrale Europea)

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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Di Biagio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Diritto delle organizzazioni mondiali
  Relatore: Maurizio Di Biagio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 240

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