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Nomadismo e sedentarietà nella narrativa di Bruce Chatwin

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18 geniaccio, non un etnografo . «Io studiavo i nomadi secondo canoni rigorosi. Lui li osservava con occhio romantico, si lasciava trascinare dalla fantasia. Non era un nomade con lo spirito degli autentici nomadi. Un vero nomade va verso luoghi che conosce, capisce le distanze, non va in cerca di sensazioni». 29 Swift sostiene che «La teoria di Bruce, secondo cui il movimento sarebbe un impulso innato, è sbagliata. Personalmente ho trascorso molto tempo con diversi gruppi. Tutti sostengono che spostarsi è magnifico, non si hanno gli attriti che si verificano nelle città o nei villaggi, si va in luoghi piacevoli: il clima fresco delle montagne in estate e quello mite delle pianure in inverno. Ma è maledettamente faticoso trascinarsi avanti portando le masserizie e i bambini. Ricordo le donne Bakhtiari nell’ultimo tratto della loro migrazione, su un alto passo di montagna sotto la neve, e una che singhiozzava esausta : “Perché siamo costrette a questa vita?”. Erano felicissime quando Bruce offriva un passaggio sulla sua Land Rover. Così non avrebbero dovuto camminare». 30 Come Desmond Morris, zoologo e scrittore, Swift non era d’accordo sulla definizione di nomade. «I nomadi di oggi», scrisse Bruce nel suo libro, «sono camionisti, gauchos vaqueros, mafiosi, rappresentanti di commercio, emigranti stagionali, e coloro che possiedono lo spirito dei samurai, mercenari, guerriglieri». 31 Swift dice: «Lui accomuna cacciatori, pastori, zingari. Tutti coloro che si spostano sono nomadi. In realtà, è molto più consistente ciò che li separa. I nomadi si spostano perché il loro bestiame ha bisogno di nuovi pascoli non per via di una nevrosi congenita. Questo non significa che il movimento non sia importante: è insito nel loro modo di vivere, ne parlano nelle loro canzoni, ma è secondario, dettato dalle esigenze degli animali. Molti di loro mi hanno detto: “Se ci fossero più pascoli per le bestie noi ci sposteremmo di meno”. Adesso, in tutto il mondo, i nomadi si muovono di meno e non sembrano affligersene. Hanno un forte senso della casa, del territorio. L’idea che si spostino a casaccio è completamente errata ». 32 I nomadi sono tra le popolazioni più studiate del mondo; Bruce pareva ignorare i testi fondamentali e conoscere solo gli autori classici. Esiste un enorme corpus di opere di etnografia, lui non ne cita alcuna, a parte Frederik Barth. 29 N. Shakespeare, op. cit., p. 239. 30 Ibid. 31 Ibid. 32 Ibid., p.240.
Anteprima della tesi: Nomadismo e sedentarietà nella narrativa di Bruce Chatwin, Pagina 14

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Nomadismo e sedentarietà nella narrativa di Bruce Chatwin

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Informazioni tesi

Autore: Barbara Scagliarini
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 1999-00
Università: Università degli Studi di Bologna
Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
Corso: Lingue e Letterature Straniere
Relatore: CeciliaPietropoli
Lingua: Italiano
Num. pagine: 98

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