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Un secolo in testa al gruppo: cenni di storia della Gazzetta dello Sport

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17 attorno a sé attenzioni ed estimatori, soprattutto in quelle persone che fanno parte di quegli strati di popolazione che non possono permettersi di fare sport e quindi, ne diventano pubblico. Questo stato di cose, da un lato dà l’avvio a tutta una serie di fenomeni che favoriscono un deciso incremento dello sport (che se non accresce in maniera netta il numero dei praticanti, inizia ad aumentare sensibilmente la propria popolarità), dall’altro favorisce uno “sviluppo che si ripercuote immediatamente sul piano della stampa sportiva 22 ”. I. IV La nascita della Gazzetta dello Sport Le competizioni sportive iniziano a moltiplicarsi e l’entusiasmo con cui queste vengono accolte dal pubblico induce i quotidiani ad un più attivo interesse verso questo mondo finora ignorato; gli editori fiutano l’affare ed affidano ai primi giornalisti specializzati la promozione delle manifestazioni agonistiche. Il Resto del Carlino di Bologna presenta uno dei notiziari sportivi più completi e brillanti a partire dal 1890; il Corriere della Sera organizza nel 1892 una Torino - Milano ciclistica, inaugurando una tradizione che sarà fatta propria soprattutto dalla Gazzetta dello Sport nella promozione di tutta una serie di eventi fra cui, i più importanti, si riveleranno la Milano – Sanremo, il Giro di Lombardia e naturalmente il Giro d’Italia ciclistico che parte nel 1909. Ed è proprio per merito della grande stampa quotidiana che attorno al 1890 nascono i primi fogli sportivi degni di questo nome e che, come è stato anticipato in precedenza, vengono poste le basi per la nascita della Gazzetta dello Sport. Nell’ultimo decennio del XIX secolo, Milano ha già un attrezzatura editoriale all’avanguardia, la più grande ed efficiente di tutta Italia, in grado di produrre 220 testate contro le 155 di Roma e le 142 di Torino. Dei 31 fogli sportivi diffusi in Italia nel 1896 poi, ben 10 sono pubblicati a Milano, 5 a Torino, 4 a Roma, 3 a Napoli e Bologna, 2 a Firenze ed 1 a Pisa, Udine, Verona e Venezia. E’ in questo contesto editoriale che il Corriere della Sera e Il Secolo si contendono aspramente la leadership: entrambi cercano di strapparsi lettori e di conquistarne di nuovi con iniziative brillanti. Anton Giulio Bianchi, redattore sportivo del Corriere della Sera, lancia per primo l’idea di creare un settimanale sportivo nel 1892, e poiché in quel periodo lo sport più popolare inizia ad essere il ciclismo, la nuova pubblicazione viene chiamata Il Ciclo. La sua uscita è settimanale, su 4 pagine stampate su carta rosa e venduto al prezzo di 5 centesimi. Chiaramente Il Secolo non può stare a guardare e dà l’incarico all’avvocato Eliseo Rivera di ideare un foglio concorrente. Così, pochi mesi dopo l’uscita del settimanale del Corriere, esce Il Ciclista, settimanale illustrato che viene edito dalla casa editrice Sonzogno. 22 Aldo Biscardi, Da Bruno Roghi a Gianni Brera: storia del giornalismo sportivo, Guaraldi, Rimini 1973, p. 57.
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Un secolo in testa al gruppo: cenni di storia della Gazzetta dello Sport

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Pucci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Giovanni Gozzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 271

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