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Un secolo in testa al gruppo: cenni di storia della Gazzetta dello Sport

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18 Quasi in contemporanea esce a Torino un terzo settimanale sportivo, La Tripletta, fondato dallo studente di lettere Eugenio Camillo Costamagna, stampato su carta verde, in cui il fondatore “profonde vivo mordente polemico e soprattutto una forte carica di idealismo 23 ”. Nel 1896 Costamagna si trasferisce a Milano e si accorda con Eliseo Rivera per fondere assieme i loro due tentativi giornalistici: è il 3 aprile 1896 (la vigilia delle prime Olimpiadi dell’era moderna), quando esce il primo numero de La Gazzetta dello Sport (fig. 1). La genesi del foglio sportivo (la cui redazione è ospitata nei locali dell’editore Sonzogno in via Pasquirolo 14 a Milano) appare evidente nel sottotitolo, in cui sono riportati i nomi delle vecchie testate di Rivera e Costamagna (Il Ciclista e La Tripletta), i quali, assumeranno anche la con direzione della loro nuova creatura. Ha una cadenza bisettimanale (lunedì e venerdì), viene stampato in formato quotidiano su quattro pagine, la carta utilizzata è di colore verde chiaro e costa 5 centesimi. La Gazzetta dello Sport dichiara di essere il primo giornale in Europa a trattare tutti i rami dello sport, ad uscire realmente da quella tendenza uni- specialistica che tanto ha caratterizzato la stampa sportiva italiana lungo i suoi primi passi. In realtà, la sua grande intuizione, sarà quella di inserirsi appieno in quel contesto in cui le gare in bicicletta stanno diventando sempre più popolari, e forniscono la base per lo sviluppo di un giornale in cui sono ancora ben presenti tutti gli sport di «emanazione risorgimentale», come la ginnastica, la scherma, il tiro a volo, il canottaggio, …. Scrivono Camillo Costamagna ed Eliseo Rivera nell’editoriale del secondo numero del giornale (7 aprile 1896): “… siamo grati ai nostri vecchi amici, i ciclisti, e ne siamo del pari grati ai nostri nuovi lettori, i cultori dei diversi rami dello sport… le modificazioni apportate, le innovazioni, il grande formato, il servizio estesissimo di corrispondenti e telegrammi e soprattutto le nuove rubriche di ippologia (galoppo e trotto), di alpinismo, di caccia, di canottaggio e di tutti gli altri rami dello sport, costituiscono, nel loro complesso, un giornale nuovo che giustifica il titolo Gazzetta dello Sport”. Come quasi tutti i fogli sportivi, anche la Gazzetta adotta la carta colorata, in quella che è una tradizione ormai acquisita, in Italia e all’estero 24 . In Italia, prima del massiccio intervento dei quotidiani sportivi, si hanno pochi esempi di fogli stampati su carta colorata (il più illustre è Il Conciliatore): con il loro avvento si ha invece una vera e propria esplosione del colore. Come abbiamo visto, Il Ciclo (1892) esce su carta rosa e, quando cambierà il nome della testata in La Bicicletta (1894), la carta diventerà verde; La Tripletta (1892) viene stampata su carta verde; la carta de La Gazzetta dello Sport (1896) è inizialmente verde, poi diventerà gialla ma, dal 1898 in poi, sarà rosa; nel 1902 il settimanale napoletano Tribuna Sport viene impresso su carta gialla; nel 1903 Verde e Azzurro, sottolinea già nella testata il bizzarro accostamento di colori che ne battezza la nascita (il verde e l’azzurro sono infatti i colori della carta e dell’inchiostro); …. 23 Antonio Ghirelli, La stampa sportiva, in Nicola Tranfaglia e Valerio Castronovo, La stampa italiana del neocapitalismo, Laterza, Bari 1976, p. 321. 24 Ad esempio, a Parigi, nel 1892 escono due quotidiani, Le Vélo e il Paris-Vélo, il primo in carta verde, il secondo in carta rosa.
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Un secolo in testa al gruppo: cenni di storia della Gazzetta dello Sport

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Pucci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Giovanni Gozzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 271

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gianni brera
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