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Un secolo in testa al gruppo: cenni di storia della Gazzetta dello Sport

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9 I. SPORT E STAMPA SPORTIVA NELL’ITALIA DI FINE OTTOCENTO I. I Rodolfo Obermann e il mito della nazione armata Siamo nell’anno 1833 quando il Regno di Sardegna chiama a Torino il ginnasiarca svizzero Rodolfo Obermann, conferendogli l’incarico di impartire ad alcuni reparti dell’esercito sabaudo i primi rudimentali insegnamenti di istruzione ginnica. In questo modo, il Regno dei Savoia, non fa altro che andare ad inserirsi sulla scia di una serie di movimenti che, diffusi in tutta l’Europa dalle armate rivoluzionarie francesi e dagli eserciti napoleonici, portano avanti i miti della “Nazione – armata” e del “cittadino – soldato 7 ”. E’ con questo evento che comunemente si indica la comparsa ufficiale dello sport in Italia, anche se, più che la comparsa dello sport nell’accezione che noi conosciamo, quella a cui si assiste è l’introduzione di un modello metodologico di educazione fisica che sta dominando la scena in tutta Europa. Il movimento popolare di Jahn in Germania, che si basa su una serie di esercizi fisici quasi acrobatici, aventi lo scopo di addestrare la gioventù germanica all’elasticità e insieme all’ardimento militaresco, la pedagogia militarista dell’Amoros in Francia e dei Sokols cechi, sono gli apparati teorici da cui si irradia questo modello, che assegna all’educazione fisica un ruolo centrale nella preparazione premilitare, come presupposto per la creazione di forti eserciti nazionali: “l’attività sportiva per la sua mescolanza di disciplina e aggressività aperta, presenta una tradizione come momento preparatorio dell’attività militare 8 ”. Leggermente diverso è il caso della pedagogia sportiva dell’Arnold, fondata in Inghilterra da Thomas Arnold (1795-1842), un pastore anglicano che impressionato dalla enorme presenza dell’alcool e dei giuochi d’azzardo nella gioventù inglese, propose e attuò nelle scuole l’insegnamento e la pratica delle discipline agonistiche come mezzo di distrazione da questi vizi. Tornando a Rodolfo Obermann, è sua la creazione, nel 1844, della prima società di ginnastica in Italia, la Società Ginnastica Torinese, alla quale iniziano a guardare le prime eterogenee forme associazionistiche che compaiono nella penisola, le quali, divengono spesso veri e propri focolai di cospirazione che contribuiscono fattivamente alla causa della riunificazione nazionale. In alcuni casi infatti, queste società, con il pretesto della ginnastica organizzavano veri e propri nuclei di rivolta, mantenevano vivo lo spirito di patria ed “addestravano i corpi alle future battaglie. Il loro scopo era quello di mantenere vivo lo spirito di patria, e a tale meta gli esercizi ginnici risultavano completamente subalterni 9 ”. E’ stato infatti notato come in tutto il Risorgimento l’educazione fisica fosse spesso chiamata al servizio della causa dell’indipendenza nazionale: la palestra, i campi di gara, 7 Felice Fabrizio, Storia dello sport in Italia: Dalle società ginnastiche all’associazionismo di massa, Guaraldi, Rimini – Firenze 1977, p. 19. 8 Gerhard Vinnai, Il calcio come ideologia: sport e alienazione nel mondo capitalista, Guaraldi, Bologna 1971, p. 126. 9 Remo Bassetti, Storia e storie dello sport in Italia: dall’Unità ad oggi, Marsilio, Venezia 1999, p. 39.
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Un secolo in testa al gruppo: cenni di storia della Gazzetta dello Sport

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Pucci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Giovanni Gozzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 271

FAQ

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