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Un secolo in testa al gruppo: cenni di storia della Gazzetta dello Sport

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13 Orsini, contenente per la maggior parte problemi, soluzioni, relazioni di partite giocate in Italia e all’estero. Sono comunque delle pubblicazioni dirette ad una cerchia ristretta, uni- specialistica, che fanno capo a singole associazioni nate sotto il segno della passione per uno sport specifico. Rimangono isolate all’interno del loro ristretto ambito, limitandosi alla trattazione di argomenti strettamente inerenti a sport come la scherma, la ginnastica, il tiro a segno. Il ciclismo su pista, che già sta affermandosi in Francia, è ancora lontano dal ricoprire un ruolo importante nel panorama sportivo italiano: la stampa sportiva va ad assomigliare a quel giornalismo italiano che “ha alle spalle una tradizione risorgimentale che lo definisce in termini di missione educativa e politica, escludendo a priori ogni visione della stampa come impresa remunerativa e come consumo di notizie 18 ”. Non esiste una cultura della notizia, non esiste un giornalismo popolare: la stampa italiana è una stampa paternalistica che deve «formare» e non «informare». All’esiguo numero delle testate italiane, al loro contenuto monotematico e alla loro scarsa diffusione, si contrappongono in Inghilterra e Francia delle pubblicazioni sportive che, favorite da discipline e associazioni sportive già rigogliose e parzialmente organizzate, sono già al di sopra dello stadio- bollettino e cominciano ad influenzare i contenuti dei quotidiani di informazione: si pensi che già il 17 settembre 1854 esce a Parigi il primo numero di Le Sport, journal de gens du monde, e che nel 1856 Le Figaro pubblica la prima rubrica sportiva. E’ soprattutto la Francia che finisce per avere un ascendente maggiore sullo sviluppo della stampa sportiva in Italia: è vero che gli sport provengono soprattutto dall’Inghilterra ma, è altrettanto fuori discussione che per lingua, per cultura, per tradizioni, per geografia, per storia, per rapporti, sarà la Francia a fornire l’abc del giornalismo sportivo. Se andiamo ad analizzare più dettagliatamente la partenza ad handicap italiana nell’ambito della stampa sportiva, possiamo individuare almeno due grandi limiti dal punto di vista sportivo: la bassa diffusione delle pratiche sportive e lo scarso sviluppo delle associazioni sportive. Per quel che riguarda la stentata diffusione delle pratiche sportive, è chiaro che elementi come la bassa urbanizzazione, la scarsa industrializzazione, l’essere un paese prevalentemente agricolo, influenzano in negativo la diffusione dello sport. Come infatti osserva Gerhard Vinnai nel suo libro “Il calcio come ideologia”, il processo di democratizzazione dello sport segue parallelamente il processo di industrializzazione, ed è in Inghilterra, madre del capitalismo industriale, che questo processo si compie. Oltretutto, in Inghilterra, in aggiunta al grande processo di industrializzazione, esistevano anche alcune condizioni sociali che la rendevano terreno fertile per questa democratizzazione. 18 Giovanni Gozzini, Storia del giornalismo, Bruno Mondadori, Milano 2000, p. 188.
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Un secolo in testa al gruppo: cenni di storia della Gazzetta dello Sport

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Pucci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Giovanni Gozzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 271

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